Le sirene, il lungo applauso: l’ultimo saluto al vigile del fuoco Francesco Donati - Foto e video

IL LUTTO. La liturgia funebre in mattinata di lunedì 14 aprile: tantissime le persone presenti per l’addio al 44enne morto mentre andava in caserma in autobus. Gli amici vicini a Francesco Donati e alla compagna hanno aperto una sottoscrizione sulla piattaforma GofundMe.

I fumogeni, uno striscione con scritto «Ora è sempre Donguelo» (misto tra Donati e Longuelo), tante lacrime e lunghi applausi. Così stamattina (lunedì 14 aprile) Longuelo ha dato l’ultimo saluto a Francesco Donati, il vigile del fuoco morto giovedì a soli 44 anni per le conseguenze di un malore che lo ha colto all’improvviso mentre, lunedì mattina, si stava recando al comando provinciale di via Codussi.

Un lungo applauso per l'addio a Francesco Donati. Video di Yuri Colleoni

Il parroco don Massimo Maffioletti ha guidato la liturgia funebre, che si è aperta con i ricordi di tre persone che, commosse, hanno voluto rendere omaggio al vigile del fuoco. «Il Franci quando non c’è si sente ma quando c’è, c’è veramente - ha detto un amico di Longuelo -. Per questo ci mancherai immensamente. Sei diventato un amico vero, un riferimento per i nostri figli. Di cose con te ne abbiamo fatte tante. Con te tutti ci sentivamo al sicuro».

Presenti la moglie, i due figli, la mamma e gli altri familiari. Dentro e fuori la parrocchiale tantissime divise dei vigili del fuoco e tanti mezzi. Prima dell’ultimo viaggio del feretro, le sirene che Donati ha sentito per tutta la sua vita. «La vita per lui doveva essere solo ricerca di felicità e accumulo di bellezza - sono le parole che la moglie Zaira ha affidato a don Massimo -. La morte deve essere un inno alla vita. A lasciare nel tempo che ci è dato trascorrere nella sfera terreste tutto ciò che possa servire a chi rimane di vivere appieno. Oggi Francesco avrebbe detto a ognuno di noi di fare ciò che ci piace nella vita».

Alcuni amici hanno pensato di attivare su GofundMe una raccolta fondi per sostenere la famiglia di Francesco: oggi la cifra ha già superato i 16mila euro . Perché al di là di una morte così improvvisa e incomprensibile, per un uomo di 44 anni che non aveva mai avuto problemi di salute, e anzi era istruttore del Saf, il Soccorso speleo alpino fluviale, e dell’Usar, il nucleo che si occupa delle ricerche sotto le macerie, restano due bambini e una compagna che li dovrà crescere senza il loro papà.

I vigili del fuoco sono una grande famiglia, lavorano in turni di 12 ore al giorno sempre insieme, i giorni e le notti, e Francesco per i colleghi che lo hanno conosciuto era un fratello. Impossibile non volergli bene, raccontano tutti, con la battuta sempre pronta.

«Se domani non dovessi più tornare, racconta a tutti del mio amore esagerato per questa divisa – si legge nel testo che accompagna la raccolta fondi, scritto su Facebook da Francesco nel 2019 –. Racconta a tutti che sono riuscito a diventare ciò che sognavo da bambino. Racconta di come mi facesse sentire aiutare gli altri e salvare vite altrui. Racconta del mio grande orgoglio nel vedere operare i colleghi durante i servizi in tv. Racconta che non mi è mai interessato guadagnare di più... tanto non lo capiranno mai quanto valiamo. Racconta di quanto ero felice di avere fratelli al posto di semplici colleghi. Racconta a tutti che ero e sarò per sempre... semplicemente... un vigile del fuoco».

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