Cronaca / Bergamo Città
Martedì 10 Febbraio 2026
Località invernali bergamasche: «Effetto Olimpiadi? Per ora non si sente»
TURISMO. Nelle località invernali i flussi non sono particolarmente cresciuti. VisitBrembo: «Raccoglieremo i frutti della promozione nei prossimi anni».
Un po’ come con l’Expo: l’effetto pieno oggi non c’è, ma le ricadute positive arriveranno nel medio e lungo periodo. Secondo gli operatori turistici delle località bergamasche, le Olimpiadi di Milano Cortina 2026, dopo lo scintillio della cerimonia inaugurale e le prime medaglie per gli azzurri, tra cui il bronzo per la nostra Sofia Goggia, non stanno generando flussi turistici particolarmente significativi in termini di arrivi e di presenze tra Valle Brembana, Valle Seriana, Val Cavallina e lago d’Iseo.
«Qualche segnale positivo però lo si può già osservare – sottolinea Oscar Fusini, direttore di Ascom Bergamo, in continuo contatto con gli associati dell’intera provincia –, tanto che per i nostri albergatori è un febbraio migliore rispetto allo stesso mese degli anni scorsi, solitamente “scarico”. E l’attuale transito attraverso la Bergamasca per raggiungere le località delle gare permette al nostro territorio di essere conosciuto anche da chi ha in mente soltanto Milano e Cortina, ma che in futuro potrà tornare da noi». Oltre a far crescere il movimento sportivo legato allo sci, con tanti ragazzi che sognano di diventare le nuove Goggia e i nuovi Franzoni, le Olimpiadi hanno già innescato un effetto indiretto sulla presenza nelle piste da sci orobiche. «Ho parlato con alcuni albergatori della Valle Seriana – racconta Marco Migliorati, presidente di PromoSerio – e hanno notato lo scorso fine settimana che nelle strutture sono arrivate persone mai viste prima: sono sciatori che erano abituati ad andare a Bormio o a Livigno, ma le piste sono occupate per i Giochi e così hanno cambiato comprensorio, scegliendo Pora o Colere».
Aeroporto: lavora a pieno regime
Gli elementi per contestualizzare l’indotto olimpico sono diversi, su tutti logistica e costi. «Anzitutto – aggiunge Fusini – dobbiamo tenere presenti che sono le prime Olimpiadi diffuse: a differenza delle edizioni scorse, con un centro che diffondeva a raggi concentrici le presenze, questa volta sono coinvolte oltre a Milano e Cortina anche Livigno, Bormio, e poi Tesero, Predazzo e Anterselva, con una dinamica tutta da studiare. Sappiamo che l’aeroporto di Orio al Serio sta lavorando a pieno regime, ma sappiamo anche che chi arriva con l’aereo o noleggia un’auto o deve spostarsi con i mezzi pubblici e se opta per questa seconda soluzione ovviamente sceglie di soggiornare vicino ai luoghi delle gare, per non sobbarcarsi troppi spostamenti». Ma non piace neppure l’idea di trovare un alloggio a metà strada, sul Sebino per esempio: «No – ammette Giuseppe Bertoletti, dell’albergo Panoramico di Fonteno – clienti legati alle Olimpiadi non ne abbiamo, ma, molto onestamente, non ci eravamo neppure illusi. La crescita turistica del lago è un’onda che arriva da lontano, iniziata con Christo, e che noi dobbiamo sostenere con il nostro lavoro».
Da Riva di Solto la voce di Flavia Polini, a cui fa capo la gestione di numerose case vacanza, risuona come un’eco: «Nonostante gli appelli fatti da istituzioni e enti pubblici a prepararci per una possibile “invasione” di turisti legati alle Olimpiadi, io non mi ero fatta nessuna illusione: come per l’Expo del 2015, non c’è nessun indotto diretto: qualcuno ha provato a chiamare e a prendere informazioni, ma quando capiva a quale distanza ci troviamo dalle gare preferivano andare su altre soluzioni. Più che per le Olimpiadi, i clienti ci stanno già chiamando per prenotare per l’estate».
Eppure anche nei luoghi delle gare non c’è il tutto esaurito: sui portali per le vacanze, se si cercano soluzioni per due notti tra mercoledì e venerdì a Bormio risultano 92 strutture disponibili, 16 anche a Cortina d’Ampezzo, per non parlare di Milano con 2.151 possibili soluzioni. «Questi numeri confermano che non c’è l’effetto “troppo pieno”. Aggiungo che neppure in Valtellina gli alberghi registrano il pienone – aggiunge Fusini –, ma lì scontano forse un effetto tariffe che hanno spaventato i potenziali clienti».
Elena Riceputi, direttore di Visit Brembo, si concentra sull’attività sportiva: «Raccoglieremo i frutti della promozione legata alle Olimpiadi nei prossimi anni, mentre dal punto di vista della pratica sciistica è innegabile che ci sia molto più interesse che in passato, tanto che le stazioni di Foppolo, Carona, Piazzatorre, Valtorta e Piani di Bobbio, anche perché finalmente è arrivata un po’ di neve, stanno lavorando bene. Nelle strutture ricettive invece i numeri sono quelli degli anni scorsi, forse perché, e questo è un cruccio, la Val Brembana non è stata neppure presa in considerazione per il passaggio della fiaccola olimpica, transitata da Petosino e Villa d’Almè ma non sulle nostre montagne. Immagino che ci fossero delle difficoltà logistiche, ma ci dispiace che a differenza di quanto accaduto nel lecchese la Val Brembana sia stata tagliata fuori da questo evento».
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