L’ostello di Monterosso torna alla Provincia. «La vendita è la strada giusta»

IL CASO. Completata la risoluzione consensuale del contratto d’affitto. L’edificio è chiuso dal 2022. Gafforelli: «Struttura strategica per la città».

È chiuso dal 2022, bisognoso di interventi di manutenzione volti a garantirne l’agibilità, tra problemi di sicurezza ed accessi abusivi. Ma per l’ostello della gioventù al Monterosso si è da poco aperta una nuova pagina, in vista di un’auspicata rinascita futura.

Torna alla Provincia

La Provincia è infatti tornata in possesso della struttura, evitando «un lungo e costoso contenzioso arbitrale» grazie a quella che dalle parti di Via Tasso definiscono come «una soluzione equilibrata e vantaggiosa, che consente di chiudere una vicenda complessa durata anni e riacquisire la disponibilità di un immobile strategico». L’ente ha recentemente completato la risoluzione consensuale del contratto di affitto con il gestore della struttura ricettiva, la Central Hostel Bg Srl. L’ostello di via Ferraris è stato inserito nel piano di alienazioni approvato a fine 2025 con il nuovo bilancio di previsione e ora, spiegano dalla Provincia, «sono in corso valutazioni preliminari circa l’iter della successiva valorizzazione dell’immobile». L’accordo con la Central Hostel, approvato dall’ormai ex presidente della Provincia Pasquale Gandolfi e sottoscritto dai legali rappresentanti delle parti, ha disposto la riconsegna alla Provincia dello stabile, libero e vuoto da persone, impegnando Via Tasso a corrispondere a Central Hostel 300mila euro necessari a chiudere la vertenza. Ora il futuro della struttura di proprietà provinciale è sul tavolo del neo presidente della Provincia Gianfranco Gafforelli: «È un problema che ho già avuto modo di affrontare quando sono stato presidente l’ultima volta (dal 2018 al 2021 ndr) - ricorda Gafforelli -. Sono convinto sia una struttura strategica e necessaria per la città, l’alienazione è a mio avviso la strada giusta per la valorizzazione. Mi sono appena insediato e voglio approfondire bene la questione, anche sulla base degli sviluppi degli ultimi anni. La volontà è di affrontare e risolvere il problema dell’ostello. Lo faremo nei prossimi mesi, una volta ridistribuite le deleghe ai consiglieri».

«La vendita soluzione più utile»

A tal proposito, il documento unico di programmazione della Provincia 2026-2028 spiega che «la vendita consentirà di intraprendere nuovi percorsi utili a garantire manutenzione straordinaria, messa a norma e messa in sicurezza dell’edificio, favorendo così una ricaduta sul territorio», anche perché «la limitata disponibilità di risorse finanziarie, anche a seguito della riforma Delrio, non consente all’ente di sostenere in autonomia gli interventi necessari». Il piano alienazioni ipotizza diverse possibili destinazioni, come collegio, convitto, educantato, ricovero, orfanotrofio, ospizio, seminario, caserma o convento.

L’accordo

Il caso-ostello va avanti da anni. Nell’ottobre 2022 Central Hostel è subentrata nella gestione, riscontrando le non idoneità della struttura. I lavori di manutenzione straordinaria non sono stati avviati da Via Tasso «per la mancanza di fondi» e a causa dell’inutilizzabilità dell’immobile Central Hostel ha lamentato di aver subito «ingenti danni tra cui i costi per l’acquisto del ramo d’azienda e per il subentro nel contratto, utenze, manutenzione ordinaria, custodia e alcuni interventi straordinari per 98mila euro, perdita di utile per il mancato esercizio dell’attività e altri danni derivanti da accessi abusivi, furti e danneggiamenti». La Provincia ha respinto le richieste risarcitorie della Central Hostel ritenendole «infondate». Ma grazie ad un percorso di mediazione si è comunque giunti ad un accordo per chiudere questo braccio di ferro. Contattata dalla redazione, la Central Hostel ha preferito non rilasciare alcun commento.

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