Omicidio Pamela Genini, Dolci porta alla polizia di Milano il cellulare ritrovato
IL CASO. Il telefono scomparso quando i carabinieri avevano perquisito la casa a Strozza. Lui: «Non è importante dov’era».
Lettura 1 min.Quando il 6 maggio i carabinieri avevano perquisito casa sua, dopo averlo interrogato per ore in caserma, quel cellulare bianco non era stato trovato. Francesco Dolci, l’impresario di Sant’Omobono Terme indagato per la profanazione della tomba di Pamela Genini, aveva spiegato che quel vecchio telefono conteneva le chat con la ragazza, nelle quali erano elencati – a detta sua – i nomi del giro di riciclaggio nei quali la giovane sarebbe rimasta coinvolta, compresi quelli dei mandanti della profanazione. «Non mi ricordo dove l’ho lasciato, forse a Bergamo al bar prima dell’interrogatorio in caserma – aveva spiegato in tv –. Se ricomparirà sarà mia premura portarlo subito agli inquirenti». Proprio venerdì 5 giugno quel telefono è rispuntato: Dolci lo ha portato alla polizia di Milano, agli agenti della squadra Mobile che hanno condotto le indagini sull’omicidio della giovane di Strozza per cui proprio giovedì è iniziato il processo a carico di Gianluca Soncin.
Il telefono sequestrato
La polizia, venuta a conoscenza del decreto di sequestro emesso a maggio dal pm Giancarlo Mancusi che coordina le indagini sulla profanazione, ha sequestrato il telefono che sarà messo a disposizione della Procura per procedere alle stesse analisi a cui saranno sottoposti gli altri dispositivi. Le legali dell’impresario, Eleonora Prandi e Isabella Colombo, nei giorni scorsi si sono viste rigettare dal tribunale del Riesame la richiesta di dissequestro degli oggetti prelevati a casa di Dolci. Sempre sull’acquisizione dei dati dei dispositivi elettronici, la difesa aveva anche presentato una richiesta di incidente probatorio, che era stata respinta dal gip. Tra quanto in sequestro, c’è anche un coltello trovato nella proprietà di Dolci (che ha negato fosse suo) e inviato ai Ris per accertamenti.
La rivelazione in diretta tv
Sabato in diretta tv alla trasmissione «Dentro la notizia» Dolci ha detto di averlo ritrovato «dopo aver cercato e smontato tutto» ma non ha voluto dire dove lo ha trovato: «In un posto, non è importante dove. Era spento ma aveva ancora la carica, non ho toccato niente e l’ho consegnato alla polizia». Sua madre lo ha difeso davanti alle telecamere: «Mio figlio è innocente, non ha portato via lui la testa, lo so perché lo conosco». Davanti alle immagini della casa di Pamela la notte dell’omicidio, il 41enne è scoppiato in lacrime. La sua richiesta di essere parte civile al processo contro Soncin è stata respinta dalla Corte d’assise di Milano, ma sarà chiamato come testimone.
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