Omicidio Pamela Genini, Dolci porta alla polizia di Milano il cellulare ritrovato
IL CASO. Il telefono scomparso quando i carabinieri avevano perquisito la casa a Strozza. Lui: «Non è importante dov’era».
IL CASO. Il telefono scomparso quando i carabinieri avevano perquisito la casa a Strozza. Lui: «Non è importante dov’era».
LA DECISIONE. Il Tribunale ha rigettato la richiesta dei legali dell’unico indagato per la profanazione del cadavere di Pamela Genini, che aveva chiesto il dissequestro dei telefoni e del coltello.
IL PROCESSO. Il tribunale del Riesame si è riservato la decisione sulla richiesta di dissequestro degli oggetti che i carabinieri del nucleo investigativo di Bergamo avevano sequestrato nella casa di Francesco Dolci.
LE INDAGINI. La difesa ha acquisito gli atti d’indagine e l’ex ha visionato le immagini. Intanto proseguono le ricerche nelle grotte.
IL GIALLO. Dolci mercoledì 6 maggio interrogato per sette ore alla presenza del pm e del suo legale. Perquisite la sua villa e quella dei genitori a Sant’Omobono. Lui si dice vittima di un complotto.
IL CASO. Dopo la profanazione a Strozza, la nota del legale di Francesco Dolci: «Nei suoi confronti ripetute e quasi quotidiane minacce, lesioni personali, aggressioni».
Verso il 25 settembre. Dopo le verifiche e i ricorsi sono stati ufficializzati i nomi presentati a fine agosto. Poco più di cinquanta i bergamaschi in corsa.