Lo choc di Dolci per le foto di Pamela dopo il vilipendio

LE INDAGINI. La difesa ha acquisito gli atti d’indagine e l’ex ha visionato le immagini. Intanto proseguono le ricerche nelle grotte.

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«La testa da tagliare era la mia per non farmi parlare, non quella di Pamela». Francesco Dolci scoppia in lacrime davanti alle telecamere di «Dentro la notizia», visibilmente scosso dopo aver visionato per la prima volta gli atti d’indagine legati alla profanazione del corpo di Pamela Genini al cimitero di Strozza.

La svolta emotiva dell’uomo è legata alle foto del cadavere decapitato della 29enne presenti nel fascicolo, cui la sua legale, Eleonora Prandi, ha avuto accesso dopo essere ricorsa al Riesame contro la perquisizione a casa dell’indagato. Una mossa strategica per visionare il materiale che il pm Giancarlo Mancusi ha finora raccolto insieme ai carabinieri del nucleo investigativo. I giudici del Riesame hanno fissato l’udienza per mercoledì, ma c’è da credere che poco succederà, visto che l’obiettivo del ricorso difensivo era quello di acquisire gli atti d’indagine.

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«Oggi (ieri per chi legge, ndr) mi hanno fatto vedere le foto di Pamela dopo il vilipendio, io l’avevo vista solamente da viva», confida Dolci tra i singhiozzi all’inviata della trasmissione tv, aggiungendo come «queste foto mi hanno fatto stare veramente male; solo oggi mi sono reso conto di quello che è successo, di quello che hanno fatto a Pamela. Sapevo che era morta, ma un conto è vederla dentro una bara con quello che le hanno fatto dopo. Non ero andato alla camera ardente, non ero andato al funerale, non avevo avuto occasione di vedere neanche la sua bara, e vederla morta mi ha fatto male».

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Accanto allo sfogo emotivo, l’esame delle carte investigative ha fatto emergere anche un tassello di natura tecnica che lo stesso Dolci tiene a sottolineare: «Tra gli atti di indagine è emerso che un numero di targa che avevo segnalato ai carabinieri è – butta lì –di un soggetto con precedenti penali per reclutamento di mercenari terroristici».

Per quanto riguarda le ricerche, venerdì sono proseguite senza le unità cinofile. Il Soccorso alpino sta ispezionando le grotte selezionate dagli inquirenti (in totale sono 30).

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