Omicidio Pamela Genini, al via il processo: «Chiediamo giustizia e l’ergastolo»
IL PROCESSO. In Corte d’Assise a Milano la prima udienza per l’omicidio della 29enne. La madre della vittima si costituisce parte civile e si sente male alla vista dell’imputato Gianluca Soncin. Respinta la richiesta di costituzione di Francesco Dolci.
Lettura 1 min.«Noi chiediamo giustizia e l’ergastolo». È la richiesta della famiglia di Pamela Genini, la 29enne originaria di Strozza uccisa il 14 ottobre scorso nella sua abitazione di Milano. A pronunciarla, all’apertura del processo davanti alla Corte d’Assise del capoluogo lombardo, è stato Pier Giuseppe Rota, compagno della madre della giovane, nella giornata di giovedì 4 giugno.
Sul banco degli imputati siede Gianluca Soncin, imprenditore di 53 anni, accusato di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione, dalla crudeltà, dai futili motivi e dalla relazione affettiva conclusa con la vittima. Secondo l’accusa, l’uomo avrebbe raggiunto l’abitazione della ex compagna utilizzando una copia delle chiavi procurata di nascosto e l’avrebbe uccisa con 76 coltellate.
Il dolore della mamma
In aula era presente anche la madre della giovane, Una Smirnova, costituitasi parte civile insieme ai familiari della vittima. All’ingresso dell’imputato, accompagnato dalla Polizia penitenziaria, la donna ha gridato contro di lui prima di essere colta da un malore e accompagnata all’esterno dell’aula. «Vederlo mi ha provocato un effetto devastante», ha dichiarato al termine dell’udienza.
La Corte ha ammesso come parti civili la madre, i fratelli e il padre della 29enne, rappresentato attraverso l’amministrazione di sostegno. Respinte invece le richieste avanzate da due associazioni e da Francesco Dolci, ex amico della vittima e ultimo interlocutore telefonico della giovane prima dell’omicidio. I giudici hanno ritenuto che il rapporto tra i due non fosse tale da legittimare la costituzione di parte civile.
Il processo rinviato al 13 luglio
L’udienza è stata caratterizzata anche dal confronto tra le parti sulla ricostruzione dei fatti e sulle aggravanti contestate. La difesa di Soncin ha annunciato l’intenzione di contestare gli elementi relativi alla premeditazione, alla crudeltà e ai futili motivi, chiedendo ulteriori accertamenti tecnici.Il processo è stato rinviato al 13 luglio, quando inizierà l’esame dei primi testimoni. In caso di condanna per tutte le aggravanti contestate, l’imputato rischia la pena dell’ergastolo.
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