Pedoni, un incidente ogni tre giorni: quaranta vittime dal 2002 - La mappa

L’ANALISI. L’anno scorso 117 investimenti, pari al 7,8% del totale. Ma i numeri totali sono in calo. Via Camozzi e via Gasparini le strade con più decessi. Nella mappa gli incidenti stradali con esito mortale che hanno coinvolto pedoni in città tra il 2002 e il 2025.

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L’ultima tragedia è una ferita ancora aperta, impossibile da rimarginare. I pedoni restano costantemente esposti ai pericoli della strada, e lo racconta - oltre che la cronaca - una fredda contabilità: in città si registrano mediamente più di due investimenti alla settimana, mentre dal 2002 a oggi le vittime sono 40.

I numeri

Nel 2025 sono stati 117 gli incidenti che hanno coinvolto pedoni, nel 2024 erano stati 118, nel 2023 se ne sono avuti 108. In pratica, in media uno ogni tre giorni

I dati del Comune di Bergamo, basati sui rilievi della Polizia locale in occasione dei sinistri, permettono di approfondire uno degli aspetti più rischiosi della «convivenza» tra veicoli e persone. Nel 2025 sono stati 117 gli incidenti che hanno coinvolto pedoni, nel 2024 erano stati 118, nel 2023 se ne sono avuti 108. In pratica, in media uno ogni tre giorni. Andando a ritroso, al netto del biennio pandemico 2020-2021 di fisiologica flessione (58 sinistri con pedoni nel 2020, 83 nel 2021), è difficile scalfire queste cifre: si viaggia a una media di poco inferiore ai 120 investimenti annui, con oscillazioni contenute (un apice di 144 nel 2006 e un minimo di 107 nel 2012).

Gli incidenti stradali con esito mortale che hanno coinvolto pedoni in città tra il 2002 e il 2025. Cliccando sul puntino è possibile visualizzare i dettagli.

Eppure, da anni l’incidentalità complessiva di Bergamo è in diminuzione, visto che a inizio millennio si superavano i 2.100 «crash» annui e ora ci si attesta attorno ai 1.500. Non è così per gli investimenti, che pesano sempre di più su questo totale: nel 2002 il 5,7% delle collisioni vedeva coinvolto un pedone, nel 2025 si è saliti al 7,8%. Il tardo pomeriggio – nel pieno della congestione per il rientro dei pendolari, col buio che cala – è il momento critico: circa il 20% degli investimenti totali è avvenuto nella fascia oraria 17-19; in mattinata, invece, il picco di sinistri con pedoni è tra le 10 e le 11.

Le vittime

Tra il 2002 e il 2025, cioè nel periodo già rendicontato nel dettaglio dagli open data del Comune, 38 persone hanno perso la vita in un investimento nel capoluogo; altre due, portando il bilancio complessivo a 40, si sono aggiunte nel primo scorcio di questo 2026: il medico Francesco Benedetti in largo Porta Nuova a gennaio e il piccolo Giulio Lovera il 13 maggio in piazzale Risorgimento.

Le «zone rosse» risultano via Camozzi e via Gasparini, con tre vittime a testa. Proprio via Camozzi, in prossimità dell’incrocio con via Madonna della Neve, è stata teatro di uno dei drammi recenti, quando lo scorso 28 novembre un camion ha travolto e ucciso un uomo di novant’anni.

Le «zone rosse» risultano via Camozzi e via Gasparini, con tre vittime a testa. Proprio via Camozzi, in prossimità dell’incrocio con via Madonna della Neve, è stata teatro di uno dei drammi recenti, quando lo scorso 28 novembre un camion ha travolto e ucciso un uomo di novant’anni. Via Gasparini, a Boccaleone, riporta alla mente uno degli episodi più strazianti, perché lì nel dicembre del 2007 una donna di 61 anni e il suo nipotino di soli tre mesi vennero travolti da un’auto sulle strisce: entrambi si spensero in ospedale a poca distanza l’uno dall’altro.

L’elenco si compone poi di via Ruggeri da Stabello, viale Giulio Cesare, via Autostrada, via Ghislandi e via Tremana, ciascuna con due morti, mentre altre ventidue arterie hanno contato un decesso a testa, coprendo l’intero territorio comunale da Città Alta sino alle periferie.

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