«Sicurezza, il Comune faccia di più». «Non possiamo sostituirci allo Stato»

IN CONSIGLIO. Scontro dopo le spaccate in centro e la lettera a Piantedosi. La sindaca: «Compito del governo». Ceci (FI) chiede l’utilizzo di «taser e bastoni». Angeloni: «Il ministero è contrario».

Scorrono veloci le delibere all’ordine del giorno in Consiglio comunale dove c’è «fretta» di affrontare il tema più caldo, legato alla sicurezza, che da giorni anima il dibattito, dopo una serie di spaccate nel centro di città bassa. Il primo ai danni di Tiziana Fausti sul Sentierone, poi alla Gelateria in Galleria, Perpetua in via Borfuro, Daminelli, negozio strumenti musicali e, ieri, alla boutique Alessandra Venturi, in via Spaventa.

Gli ordini del giorno

In Consiglio approdano due ordini del giorno, il primo della minoranza, presentato da Arrigo Tremaglia che chiede di «istituire, come primo passo, una commissione permanente sulla sicurezza urbana, per trovare un luogo di incontro sia con i cittadini che con le forze dell’ordine e le forze politiche che siedono in Consiglio». Documento che viene cassato dalla maggioranza. Che propone un suo documento (approvato) a prima firma di Francesca Riccardi (Pd) per sottoscrivere la richiesta avanzata nei giorni scorsi dalla sindaca Elena Carnevali, inviata al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, perché invii a Bergamo più forze dell’ordine. «Il nostro ordine del giorno riflette l’idea di sicurezza come bene pubblico primario e diritto di ogni cittadino di sentirsi protetto nella propria città. Non vogliamo sminuire il dibattito rispetto alla sicurezza che preoccupa i cittadini, ma la sicurezza si costruisce sulla legalità e in una dimensione sociale, con interventi sociali ed educativi convinti che l’inclusione sociale è un investimento per la sicurezza». «Il nostro è un approccio pragmatico – ribatte Tremaglia –, da parte vostra vediamo un ordine del giorno con la lista di quanto il Comune abbia fatto bene e per chiedere più agenti al Governo. Quello che fa il Comune non è sufficiente».

L’intervento della sindaca

La sindaca Elena Carnevali sottolinea «la trasparenza rispetto a quello che facciamo, non per dire che abbiamo fatto già tutto, nel nostro programma c’è altro. Raggiungere zero reati o avere presidi ovunque credo sia molto difficile. Detto questo, poiché quello che è accaduto ci ha preoccupato, credo che la richiesta a Piantedosi sia da condividere. Non stiamo dicendo che va tutto bene, ma ribadiamo che abbiamo l’articolo 117 della Costituzione che dice che la sicurezza è esclusiva competenza dello Stato e noi siamo un organismo sussidiario e collaborativo, non possiamo sostituirci al compito dello Stato».

Le minoranze

Il consigliere (e segretario cittadino Pd) Alessandro De Bernardis torna sul documento presentato da Riccardi: «Intravedo richieste chiare e pragmatiche. La domanda da porsi è se siamo d’accordo nelle richieste poste dalla sindaca contro ogni ideologia del caso, senza fare propaganda politica». Attacca Alberto Ribolla (Lega): «Per noi la sicurezza è da sempre un tema fondamentale, non per tutti. Ricordo quando l’onorevole Benigni (Stefano, FI) ed io chiedevamo con forza il ripristino di “Strade sicure”, ci rispondevate di non creare allarmismi che non c’erano problematiche sull’ordine pubblico. Anche sul taser, avete sempre detto di no».

Il tema della marginalità

Per Andrea Pezzotta il tema è «delicato. Dite che è stata potenziata l’assistenza per le persone in grave marginalità. Mi chiedo però a forza di garantire inclusione in maniera incondizionata dove andiamo a finire. Al di là della Fausti, dove si tratta di criminalità organizzata, le spaccate alle vetrine di una gelateria per raccogliere due spiccioli, derivano da una situazione di marginalità». L’assessore ai Servizi sociali Marcella Messina chiarisce come «la grave marginalità non è una popolazione unica. Ci sono le persone senza fissa dimora “cronica”, in emergenza abitativa, lavoratori poveri, migranti in transito o irregolari, persone con disagio psichico. Chi fa un errore deve essere valutato, ma non possiamo avere questo parallelismo per trovare immediatamente un colpevole. Come città siamo chiamati a progetti di emancipazione delle persone. Stiamo raccogliendo gli esiti di quelle politiche che non sono state fatte, ma non dal Comune».

Giulia Ceci (FI) chiede «una presa d’atto: se nel cuore di Bergamo ci sono attività commerciali colpite una dietro l’altra significa che qualcosa nel presidio e prevenzione va rafforzato. Ho parlato con gli agenti della polizia locale, hanno paura ad intervenire, se avessero un’attrezzatura tale da potersi difendere, come il taser o il bastone distanziatore, questo aiuterebbe». La risposta dall’assessore alla Sicurezza Giacomo Angeloni che prima esprime «solidarietà a chi ha subito i danni e fiducia alle forze dell’ordine. Ero oggi in Questura e mi ha stupito un dato, le 680 ore di immagini e filmati che per questi fatti stanno visionando, si vogliono trovare i responsabili». Poi le risposte sul bastone distanziatore, «chiesto dagli agenti, ma il ministero ci ha dato parere contrario e anche il garante della privacy sulle body cam. Il sistema normativo è complesso». Infine i dati: i 600 interventi quotidiani della Polizia locale, i 18 arresti da gennaio ad aprile 2026 contro i 39 arresti del 2025, le 6.130 ore di presenza degli agenti su strada, gli agenti che passeranno dagli attuali 159 a 176 (il 45% delle assunzioni previste) «non ci sottraiamo al nostro ruolo, sotto l’egida della Prefettura» annota Angeloni.

© RIPRODUZIONE RISERVATA