Università di Bergamo aperta al mondo: 1.300 studenti dall’estero

L’INTERNAZIONALIZZAZIONE. Oltre 280 insegnamenti in lingua straniera. La prorettrice: «Ambiente stimolante, molti iscritti da Turchia e Iran».

Alla base di questa attrattività c’è una strategia precisa, che fa dell’internazionalizzazione un asset centrale, come dimostrano gli oltre 280 insegnamenti erogati in lingua estera e la decina di corsi di laurea magistrale interamente in inglese. L’Università degli Studi di Bergamo si conferma sempre più un polo attrattivo a livello internazionale, capace di richiamare studenti da ogni parte del mondo, soprattutto dall’Asia ma non solo, e di consolidare, anno dopo anno, la propria vocazione globale.

Al momento sono oltre un migliaio - per l’esattezza 1.332 - gli iscritti stranieri in Unibg, come certificano i dati resi noti dall’ateneo per l’anno accademico 2025-26 attualmente in corso. Tra gli immatricolati sono 973 gli studenti stranieri che hanno scelto Bergamo come sede in cui conseguire l’intero percorso di laurea. A loro vanno aggiunti 359 ingressi per periodi di mobilità temporanea (erano circa 230 nel 2023-24), di cui 276 nell’ambito dei programmi Erasmus e 83 provenienti da Paesi extra Ue.

«Al momento il nostro ateneo accoglie studenti da oltre 80 diversi Paesi del mondo – commenta la professoressa Flaminia Nicora, prorettrice con delega all’Internazionalizzazione –. La provenienza degli iscritti è variegata e riflette dinamiche globali: significativa la presenza asiatica, soprattutto dal Medio Oriente e in particolare da Iran e Turchia. Ben rappresentata anche l’area mediterranea, specialmente Marocco ed Egitto. Non mancano comunità europee consolidate, tra cui quella spagnola, storicamente molto attiva negli scambi, oltre a presenze da Russia e Albania».

Piace il sistema-Bergamo

Il trend di presenze estere è in costante ascesa e consolidamento. Nell’anno accademico 2024-25 - l’ultimo di cui sono disponibili tutti i dati definitivi - erano più di 19.700 gli iscritti ai corsi di laurea triennale, magistrale e magistrale a ciclo unico e di questi il 7% (circa 1.300) erano studenti provenienti dall’estero.

Un’attrattività che ha radici profonde, legate a vari fattori. «Un elemento determinante è l’ampia offerta formativa in lingua straniera, con punte di eccellenza in ambiti come business administration, economia, ingegneria e discipline dei dati, senza trascurare il settore umanistico – prosegue la professoressa –. Accanto all’offerta didattica, gioca un ruolo fondamentale il forte legame con il territorio, nostro tratto distintivo, con una formazione interattiva, fatta di laboratori, tirocini e collaborazioni con il tessuto produttivo locale, che consente agli studenti di entrare in contatto diretto con il mondo del lavoro, e ciò è un valore aggiunto che distingue Bergamo nel panorama accademico.

Anche il contesto urbano contribuisce all’attrattività perché Bergamo è una città vivace e ben collegata, che offre una qualità della vita elevata, costi più contenuti rispetto ai grandi centri e una posizione strategica a ridosso di Milano. Trasporti efficienti, aeroporto internazionale, spazi verdi, strutture sportive e un’offerta culturale ricca tra teatri, festival e gallerie rendono il capoluogo orobico una meta ideale per studenti internazionali».

L’apertura al mondo è considerata come un asset cruciale. Oltre ai tradizionali rapporti con i Paesi europei, l’Università di Bergamo ha intensificato negli ultimi anni i legami con l’Asia, l’America Latina e il Canada, sviluppando anche programmi di doppio titolo, «sempre più apprezzati dagli studenti. perché consentono di conseguire due lauree e rappresentano un importante valore aggiunto nel curriculum, certificando competenze interculturali e capacità di adattamento».

Una rete diffusa nel mondo

«In un contesto globale in continua evoluzione, segnato anche da dinamiche geopolitiche complesse, l’internazionalizzazione resta una direttrice imprescindibile – prosegue Nicora –. Non solo per la didattica, ma anche per la ricerca, sempre più orientata a una dimensione globale. Abbiamo oltre 350 accordi in giro per il mondo, collaborazioni storiche con la Cina e il Giappone, stiamo investendo nei rapporti con India e Corea del Sud, contesti in evoluzione e particolarmente attrattivi. Al momento oltre 500 studenti Unibg sono impegnati all’estero. Negli ultimi anni è cresciuta la nostra rete in Sud America, ci stiamo espandendo in Africa e vogliamo crescere anche in Canada. Anche Usa e Regno Unito sono mete storiche, al netto delle recenti complessità geopolitiche. Sta di fatto che la spinta all’internazionalizzazione parte fin dai corridoi e dalle aule del nostro ateneo, da quegli spazi condivisi da studenti e docenti di tutto il mondo. Un ambiente stimolante, votato all’apertura e al confronto». Insomma, una vera palestra che prepara a essere cittadini del mondo.

© RIPRODUZIONE RISERVATA