Val Calepio, tentato furto in casa del defunto: sventato dall’amico sentinella

IL CASO. Uomo sospetto si presenta la mattina e poi durante il funerale. Ma trova l’abitazione presidiata e deve allontanarsi.

Il corteo funebre era già partito alla volta della chiesa, quando l’uomo con l’auto bianca munita di alettone, che in mattinata era stato visto nel cortile, si è ripresentato all’abitazione del defunto. Un ladro piombato durante il funerale e convinto che in casa non fosse rimasto nessuno? Questo è il sospetto. Sia come sia, il presunto malintenzionato ha dovuto battere in ritirata, perché il figlio dell’81enne morto, messo sul chi vive dal personale delle onoranze funebri, aveva lasciato a guardia della villetta un amico. Ed è stato proprio quest’ultimo a imbattersi la seconda volta nell’uomo con l’auto bianca. «Scusa, cosa cerchi?», gli ha chiesto la sentinella. «La chiesa», ha risposto quello facendo rapidamente manovra con la vettura e allontanandosi.

Il doppio passaggio

L’episodio è accaduto martedì 10 marzo in un paese della Val Calepio. «Alle 7,30 sono sceso nell’abitazione dei miei genitori, dove era allestita la camera ardente di mio padre, per sistemare prima che cominciassero le visite – racconta il figlio dell’81enne, che abita nell’appartamento al piano superiore della villetta, situata alla fine di una strada a fondo chiuso –. Il cancello l’avevamo lasciato aperto e ho visto quell’auto bianca nel cortile. Per le visite era troppo presto, ma ho pensato a qualcuno che magari voleva passare per un saluto prima di andare al lavoro. Sono uscito, ma quell’automobilista ha girato e se ne è andato. Mi sono sbracciato per farlo fermare, lui mi ha fatto ciao con la mano e se n’è andato. Al momento non ho sospettato, ma poi mi sono detto che se avesse avuto la coscienza pulita si sarebbe fermato. E ho ripensato a ciò che il giorno prima mi avevano consigliato i dipendenti dell’impresa funebre. E cioè, di lasciare qualcuno in casa durante il funerale perché in diverse occasioni era capitato che svaligiassero l’abitazione mentre non c’era nessuno. Così ho chiesto il favore a un amico». «Ero in giardino – racconta quest’ultimo –, saranno state le 14,30, il corteo era partito da 10 minuti. In cortile è arrivata un’auto guidata da un signore di 60-65 anni. Gli ho chiesto cosa volesse. Lui, attraverso il finestrino abbassato, mi ha risposto che stava cercando la chiesa, poi se ne è andato. Aveva un accento meridionale. A quel punto col telefonino ho fotografato la targa». Terminata la cerimonia funebre, l’amico ha mostrato l’immagine al figlio del defunto, che ha riconosciuto l’auto. «Era la stessa – racconta –. Perché era tornato lì durante il funerale? È lecito pensare male e cioè che il mattino fosse venuto per un sopralluogo e il pomeriggio per il colpo».

A questo punto la domanda sorge spontanea: come fanno questi malintenzionati a sapere che nel tal paese, il tal giorno, alla tal ora verrà celebrato un funerale? Probabile che si informano su giornali locali e pagine social delle agenzie funebri. Il numero di targa della macchina bianca è stato trasmesso alle forze dell’ordine. Dalle prime indagini è risultato che la vettura non è rubata ed è intestata a una società, verosimilmente non di noleggio perché di solito nel loro parco auto non dispongono di modelli con alettone.

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