Valverde, il pm ricorre in appello: «Fu omicidio, ergastolo»

Bergamo In primo grado Locatelli era stato condannato a 18 anni per la morte della convivente dopo i maltrattamenti. L’accusa: «Ecco perché fu un omicidio volontario».

Valverde, il pm ricorre in appello: «Fu omicidio, ergastolo»
Polizia all’esterno della casa di via Maironi da Ponte il 31 marzo 2020

Il pm Paolo Mandurino ha presentato appello confutando la tesi della Corte d’assise di Bergamo: quello commesso da Cristian Locatelli ai danni della convivente Viviana Caglioni, per il sostituto procuratore, fu un omicidio volontario pluriaggravato (con dolo eventuale) e non una morte in conseguenza dei maltrattamenti, come invece stabilito a ottobre dai giudici di primo grado. Nella sua istanza alla Corte d’appello il pm torna a ripercorrere le tesi argomentate durante la requisitoria, al termine della quale aveva chiesto la condanna all’ergastolo (la Corte d’assise ha inflitto 18 anni dopo aver derubricato il reato). Locatelli, 43 anni, di Terno d’Isola, tuttora in carcere, è stato riconosciuto colpevole della morte della 33enne con cui conviveva in via Maironi da Ponte, a Valverde.

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