Viaggi, guerre e rincari spingono i bergamaschi verso il Nord e l’Oriente

LE METE DEL 2026 . La crisi internazionale condiziona le scelte. Si punta su Norvegia, Islanda, Cina e Giappone. Le agenzie: «Preferite le mete lontane dai conflitti».

Al fresco dell’Islanda o ancora più in su verso il circolo polare artico, oppure al sole del Marocco o delle Canarie, o ancora più lontano, direzione estremo Oriente, tra Cina, Laos o Giappone. Insomma, lontano dalle zone di guerra, dove l’influenza della crisi internazionale si spera non possa arrivare. Ma con l’interrogativo dei prezzi dei biglietti aerei, che il balzo dei carburanti sta già facendo lievitare. È così che cambieranno le vacanze dei bergamaschi tra primavera ed estate secondo una ricerca dell’agenzia Ascot Viaggi, che ha indicato in Giappone, Nord Europa artico, Marocco, Islanda e Canarie le mete più richieste del 2026.

La tendenza per la prossima estate sta ormai delineandosi: i viaggiatori non cercano soltanto mete affascinanti, ma destinazioni prenotabili con maggiore serenità, capaci di offrire valore esperienziale, accessibilità e una costruzione su misura del viaggio. È un orientamento che riflette un bisogno di stabilità, dopo mesi in cui il quadro geopolitico ha imposto continui aggiustamenti e qualche inevitabile rinuncia.

Niente viaggi in Medio Oriente

Il Medio Oriente, tradizionale baricentro di molti itinerari, resta l’area più penalizzata. «Il Medio Oriente, che è sempre stato il nostro core business, è in difficoltà – spiega Paolo Morosini, referente per i viaggi di gruppo di Ovet Viaggi – e quest’anno c’era stata una forte ripresa della Giordania con gruppi già confermati, ma quelli di aprile e maggio li abbiamo dovuti cancellare». La prudenza si estende anche a destinazioni solitamente considerate sicure come le Maldive, per le quali le indicazioni ufficiali invitano a valutare con attenzione gli scali nel Golfo. Non stupisce quindi che i bergamaschi stiano orientando le scelte verso mete percepite come più stabili, dove la possibilità di variazioni improvvise appare al momento più remota.

Il fascino del Sol Levante

Tokyo, indicata da Travel + Leisure Italia tra le destinazioni più ricercate dagli italiani, conferma il suo fascino: un viaggio impegnativo, ma oggi considerato affidabile e ben collegato. Allo stesso modo cresce il richiamo del Nord Europa artico, trainato dal desiderio di esperienze immersive nella natura e dal mito dell’aurora boreale. «Per noi sta riprendendo bene il Nord Europa e l’Oriente – aggiunge Morosini – con voli diretti e prezzi convenienti in proporzione all’Europa». Una dinamica che mostra come, paradossalmente, alcune mete lontane risultino oggi più prevedibili di quelle più vicine.

Accanto a queste scelte, il Marocco mantiene un ruolo di primo piano: vicinanza relativa, buona accessibilità e un profilo di sicurezza che, pur richiedendo attenzione, resta distante dalle criticità del Golfo. L’Islanda continua a rafforzarsi come meta di alto valore, ideale per chi cerca natura spettacolare e viaggi «su misura», mentre le Canarie restano una certezza operativa, sostenuta anche dal calendario voli di Orio al Serio, che già da aprile propone numerose partenze per Tenerife.

«Resta la voglia di partire»

Sul fronte dei consumatori, però, la variabile carburante introduce un elemento di incertezza che pesa sulle decisioni. «C’è una situazione di incertezza sia tra gli operatori che tra i clienti – osserva Giuseppe Vanini, responsabile di Borgo Viaggi – ma la voglia di partire è rimasta intatta. I rincari del carburante stanno iniziando a impattare sulle proposte». Il risultato è un atteggiamento attendista: preventivi richiesti, ma conferme rimandate, soprattutto per le destinazioni più esposte. Per alcune agenzie, questo potrebbe tradursi in un ritorno alle località italiane di mare, considerate più gestibili in caso di variazioni improvvise.

Anche sul mercato interno, però, il clima non è uniforme. «Sull’Italia siamo piuttosto fermi, è come se i clienti avessero paura – racconta Vincenzo Ambrosio, titolare dell’agenzia Le Chic – mentre chi è abituato a spendere e a fare vacanze a tutti i costi sta prenotando mete lontane, dal Brasile all’Oriente, dove si presuppone che la guerra non possa intaccare». Una polarizzazione che riflette la diversa capacità di assorbire eventuali rincari: chi può permettersi viaggi impegnativi prenota comunque, gli altri attendono per non rischiare di perdere denaro. E sul carburante, aggiunge Ambrosio, «l’impressione è che siano in atto delle forti speculazioni».

Il quadro che emerge è quello di un turismo che non rinuncia al desiderio di partire, ma che si muove con maggiore consapevolezza e con un occhio attento ai fattori esterni. Le mete cambiano, le distanze si allungano o si accorciano a seconda della percezione di stabilità, mentre il ruolo delle agenzie torna a essere quello di interpreti e mediatori. Resta da capire se l’incognita carburanti si rivelerà solo un’onda passeggera o un elemento destinato a incidere più profondamente sulle scelte dei prossimi mesi.

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