Svezia, onda nera fermata. Buon viatico per il 2027, anno di voti cruciali in Ue

MONDO. L’onda nera e populista europea si è fermata in Svezia. Dopo 4 anni i socialdemocratici tornano al potere a Stoccolma.

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Il responso delle urne è stato chiaro anche se non ampia è stata la differenza di voti tra le due maggiori coalizioni, quella di centro-destra con l’appoggio esterno dell’ultra destra di «Democratici di Svezia» (Sd). Adesso resta il nodo di come formare il governo, poiché il blocco di centro-sinistra è diviso su tutto (a partire dalla politica economica), ma unito soltanto nel fare fronte comune. Ecco perché gli analisti non escludono che i due maggiori partiti, quello Social-democratico (Sap) e i Moderati (M) di centro-destra, possano creare, clamorosamente, una «Grossen Koalition» come in Germania.

Il ritorno al passato degli svedesi

Fondamentale è comprendere le ragioni e il significato del ritorno al passato degli svedesi, che dal 1917, per decenni, avevano accordato le loro preferenze politiche ai socialdemocratici in una consultazione che è stata etichettata come un «plebiscito» contro l’ultradestra. Primo. Fondato nel 1988 con radici nel movimento neonazista, «Democratici di Svezia» ha visto la sua inesorabile avanzata verso il potere fermata per la prima volta dagli anni Ottanta. Secondo. Per la prima volta Sd non ha potuto giocare la carta della compagine populista e anti-establishment che unisce il voto qualunquista e di protesta. Il suo appoggio esterno nei 4 anni di potere del centro-destra è stato palese. Come al solito, una cosa è criticare tutto l’immaginabile lontano dalle «stanze dei bottoni», un’altra è rendere le proprie proposte applicabili nella realtà.

Se ci spostiamo solo oltreoceano, stiamo vedendo negli Usa cosa sta succedendo con la realizzazione delle promesse, fatte da Donald Trump in campagna elettorale. Due sono le cose nel caso americano: o i premi Nobel per l’Economia (ad esempio) sono stati assegnati a caso a specialisti, che affermano con i loro studi certi aspetti, oppure le ricette semplicistiche, uscite dagli spogliatoi dei club esclusivi del golf, sono poco attendibili.

Terzo. Le idee di Sd su ben determinate tematiche come immigrazione, integrazione dei «nuovi cittadini» e lotta alla criminalità sono diventate parte integrate della cultura politica svedese contemporanea. Non è un caso che i socialdemocratici si siano impegnati con i loro elettori a perseguire su tali questioni la medesima linea (ispirata da Sd) negli ultimi 4 anni.

Sconfitto il «politically correct»

Quarto. In Scandinavia, questo l’elemento da evidenziare del voto di domenica, è stato sconfitto finalmente il «politically correct», che ha provocato danni a non finire nel Vecchio continente e in America e ha permesso la presente deriva populista. In ultimo, la mazzata finale per Sd è arrivata dallo scandalo in cui un suo funzionario ha divulgato la cosiddetta «narrativa russa» sui social media.

In Europa meridionale non ci si rende conto di come nel Baltico le tensioni siano alle stelle dall’inizio della guerra in Ucraina e la Svezia, per secoli neutrale, abbia aderito in fretta e furia alla Nato. La «risposta» svedese alla vittoria dei filo-nazisti «eurofobici» di AfD in Sassonia-Anhalt è un buon viatico per il 2027, anno elettorale cruciale in Ue.

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