Agguato a Seriate con una mitraglietta Uzi: spunta un quarto uomo, si cerca il bersaglio

IL CASO. Le indagini dei carabinieri proseguono dopo la sparatoria fuori dalle piscine Aquamore. Nel mirino un uomo poi fuggito e ora irreperibile. Al vaglio le tracce di sangue trovate sul posto.

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Seriate

Sarebbe stata utilizzata anche una mitraglietta Uzi nell’agguato avvenuto domenica sera a Seriate, all’esterno delle piscine Aquamore. Un dettaglio che conferma la gravità dell’episodio e rafforza l’ipotesi di un’azione pianificata, mirata a colpire un uomo che, dopo la sparatoria, è riuscito a fuggire e ora risulta irreperibile.

Nell’inchiesta spunta anche la presenza di un quarto uomo. In un primo momento si era parlato di tre persone coinvolte nel commando, ma dagli accertamenti sarebbe emerso che un altro componente del gruppo sia rimasto a bordo dell’auto utilizzata per l’agguato.
Secondo quanto ricostruito finora, la vettura, una Peugeot 3008 nera presa a noleggio, sarebbe stata nei pressi delle piscine già intorno alle 18, circa un’ora e mezza prima dell’azione. Quando il bersaglio è uscito dalla struttura, attorno alle 19.30, due uomini sarebbero scesi dall’auto e si sarebbero appostati: uno dietro l’edicola di via Decò e Canetta, l’altro dietro una vettura parcheggiata.

Un kalashnikov e una mitraglietta le armi usate

Da lì sarebbe partito l’inseguimento, con colpi esplosi a pochi metri di distanza. Uno degli aggressori avrebbe imbracciato un kalashnikov, l’altro una mitraglietta Uzi. In tutto sarebbero stati recuperati otto bossoli.

Resta però da chiarire il contesto in cui è maturata la sparatoria. Tra le piste al vaglio c’è quella di un regolamento di conti, nell’ambito del mondo della droga, ma gli accertamenti sono ancora in corso

Le telecamere della zona, in particolare quelle dell’edicola, avrebbero ripreso buona parte della scena. I l fascicolo aperto dal pubblico ministero Antonio Mele ipotizza il tentato omicidio. Resta però da chiarire il contesto in cui è maturata la sparatoria. Tra le piste al vaglio c’è quella di un regolamento di conti, nell’ambito del mondo della droga, ma gli accertamenti sono ancora in corso.

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Introvabile il bersaglio dell’agguato

A complicare il quadro c’è anche la scomparsa del bersaglio dell’agguato. L’uomo, un marocchino che avrebbe trascorso la giornata in piscina con la fidanzata e alcuni amici, sarebbe riuscito a fuggire salendo su una Ford Kuga guidata dalla ragazza. Da quel momento, però, di entrambi si sarebbero perse le tracce e sono ancora ricercati.

Si analizzano le tracce di sangue

Utili le tracce di sangue rinvenute dopo la sparatoria: il Dna potrebbe aiutare a stabilire se qualcuno sia rimasto ferito durante l’agguato e fornire nuovi elementi utili a ricostruire la dinamica e identificare i protagonisti della vicenda. I reperti sono stati inviati a Parma per essere analizzati dai Ris.

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