Sparatoria alle piscine di Seriate, quattro fermati. Sequestrato l’arsenale - La ricostruzione dei fatti, le foto e i video

IL CASO. È successo il 21 giugno: l’operazione ha portato a quattro fermi. Recuperati cinque fucili d’assalto, un’arma a pompa, munizioni, droga e 80 mila euro.

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Seriate

Quattro persone fermate, cinque fucili d’assalto sequestrati insieme a un’arma a pompa, munizioni, droga e circa 80 mila euro in contanti. Sono i primi risultati dell’indagine sulla sparatoria avvenuta il 21 giugno alle piscine Aquamore di Seriate. Secondo la ricostruzione dei carabinieri, l’agguato sarebbe maturato nel contesto dello scontro tra gruppi rivali per il controllo delle aree di spaccio. Le indagini sono ancora in corso anche in coordinamento con altre Procure.

Il precedente nei boschi di San Paolo d’Argon

La sparatoria sarebbe stata preceduta da un episodio avvenuto il 15 giugno scorso nei boschi di San Paolo d’Argon, vicino alla zona industriale. Circa dodici persone con il volto coperto dal passamontagna sarebbero uscite dalla vegetazione impugnando fucili d’assalto Kalashnikov, per poi allontanarsi su tre automobili.

Gli investigatori attribuiscono l’azione a un gruppo guidato da un cittadino marocchino di 29 anni conosciuto come «Botros». L’obiettivo, secondo la Procura, sarebbe stato un 27enne ritenuto vicino a un gruppo rivale attivo nelle piazze di spaccio bergamasche. La spedizione non avrebbe però consentito di individuarlo.

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L’agguato alle piscine di Seriate

Ad aprire il fuoco un marocchino di 27 anni domiciliato a Vigevano: avrebbe usato un Kalashnikov. «Botros», armato di una pistola mitragliatrice Skorpion, avrebbe invece inseguito il bersaglio all’interno del bar e della reception. Sono stati esplosi almeno sette colpi calibro 7,62 e 9 millimetri

Il nuovo attacco sarebbe stato quindi organizzato il 21 giugno alle piscine Aquamore, in quel momento affollate. Un commando sarebbe arrivato a bordo di una Peugeot 2008 guidata da una persona non ancora rintracciata.

Ad aprire il fuoco un marocchino di 27 anni domiciliato a Vigevano: avrebbe usato un Kalashnikov. «Botros», armato di una pistola mitragliatrice Skorpion, avrebbe invece inseguito il bersaglio all’interno del bar e della reception. Sono stati esplosi almeno sette colpi calibro 7,62 e 9 millimetri.

Il 27enne preso di mira è però riuscito a scavalcare la recinzione e a fuggire attraverso un canale. Gli aggressori si sono invece in auto, intercettata alcune ore più tardi dai carabinieri di Corsico e Abbiategrasso. Dopo un incidente a Bareggio, gli occupanti avevano bbandonato il veicolo, dileguandosi a piedi.

Sparatoria di Seriate, il commento del capitano Caccavella. Fonte Carabinieri

Il «bersaglio» arrestato a Marcianise

Dagli accertamenti è emerso che il 27enne, destinatario dell’agguato, era ricercato nell’ambito di un procedimento della Procura di Lodi per reati legati agli stupefacenti e tentato omicidio. Era evaso dagli arresti domiciliari e nei suoi confronti era stata emessa un’ordinanza di custodia cautelare in carcere.
L’8 luglio i carabinieri di Bergamo lo hanno localizzato su un’auto diretta da Brescia verso il Sud Italia. È stato arrestato all’esterno del centro commerciale Campania di Marcianise, nel Casertano. Sentito dagli inquirenti bergamaschi, avrebbe indicato l’identità dell’aggressore e riferito di precedenti tentativi di ucciderlo.

Il blitz del Gis nel covo di Vigevano

Le indagini hanno permesso di localizzare «Botros» e un presunto complice in due abitazioni di Vigevano. Nella notte tra il 30 e il 31 luglio, però, i due sono riusciti a fuggire su un’Audi A4 poi abbandonata nelle campagne di Castano Primo, lasciando a bordo i telefoni cellulari. Le perquisizioni nelle abitazioni e nei boschi di Ozzero e Nerviano hanno portato al sequestro di un fucile a pompa rubato, munizioni per Kalashnikov e circa 80 mila euro, ritenuti provento dello spaccio.

Individuato un altro rifugio in corso Milano a Vigevano, la cattura è stata affidata al Gruppo di intervento speciale dei carabinieri, con il supporto delle squadre Api e Sos. Alle 0,45 del 29 agosto i militari hanno fatto irruzione nell’abitazione. «Botros» e il suo complice avrebbero cercato di scappare lanciandosi da una finestra al primo piano, ma sono stati bloccati.

Fucili d’assalto interrati nei boschi

La mattina seguente il 23enne insieme a un giovane di 21 anni, sono stati pedinati fino a Oleggio, nel Novarese, e fermati vicino a un fast food. Un terzo uomo è riuscito a fuggire ed è ricercato

L’inchiesta ha condotto anche a un 23enne, ritenuto incaricato di custodire le armi. Nella notte tra il 30 e il 31 agosto l’uomo è stato seguito mentre avrebbe nascosto un carico nei boschi tra Vittuone e Cisliano. Sotto terra, avvolti nella pellicola, i carabinieri hanno trovato un Kalashnikov AK-47, un Sig 550, 162 munizioni e oltre 680 grammi di droga: 518 grammi di hashish, 56 di eroina e 114 di cocaina.
La mattina seguente il 23enne insieme a un giovane di 21 anni, sono stati pedinati fino a Oleggio, nel Novarese, e fermati vicino a un fast food. Un terzo uomo è riuscito a fuggire ed è ricercato.
Nel bosco di Oleggio Castello, lo Squadrone eliportato Carabinieri Cacciatori Sicilia e un’unità cinofila hanno scoperto un secondo deposito: vi erano un Kalashnikov AKS-74, un Sad-58 e un AR-15, con 108 proiettili.

Reperti affidati al Ris di Parma

Armi, munizioni e stupefacenti sono stati inviati al Ris di Parma insieme ai reperti raccolti alle piscine e sulle auto impiegate nelle fughe. Saranno sottoposti ad accertamenti biologici, dattiloscopici e balistici.
I quattro fermati sono stati condotti nel carcere di Bergamo e poi trasferiti in istituti differenti, per evitare contatti con gli appartenenti al gruppo rivale.

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