Bergamo, dopo il corteo: resta in carcere il 35enne. Ai domiciliari il ragazzo di 19 anni

I PROVVEDIMENTI. Il gip ha convalidato i due arresti compiuti dalla polizia di Stato per i tafferugli scoppiati nel corso della manifestazione di sabato 17 ottobre.

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Bergamo

Il 35enne pakistano che brandiva una spranga da 220 centimetri resterà in carcere; il 19enne di origini senegalesi che si rifiutava di togliersi il passamontagna è stato scarcerato ed è finito ai domiciliari nella sua abitazione di Filago. Il gip Riccardo Moreschi nella giornata di martedì 20 ottobre ha convalidato i due arresti compiuti dalla polizia di Stato per i tafferugli scoppiati nel corso del corteo studentesco di sabato 17 ottobre in centro a Bergamo.

Le minacce con la spranga

Il giovane di 35 anni, senza fissa dimora, con precedenti e gravato da un Daspo urbano, in Porta Nuova aveva minacciato con l’asta in ferro il commissario capo Marta Casati, dirigente dell’Ufficio Volanti, fino a che un agente della Digos non lo aveva preso alle spalle e disarmato. Era finito in carcere per resistenza, oltraggio e tentate lesioni a pubblico ufficiale e rifiuto di fornire le proprie generalità. Martedì 20 ottobre davanti al giudice ha provato a sostenete che la spranga l’aveva sottratta agli studenti ed era intenzionato a consegnarla alla polizia. Il gip ha bollato la sua versione come «contraddittoria» e ha applicato la misura custodiale sulla scorta del pericolo di reiterazione del reato.

«Giovanissima età e incensuratezza»

Il 19enne si era rifiutato si levarsi il passamontagna che gli copriva il volto e di fornire le proprie generalità e aveva tentato di opporsi all’arresto, «spintonando gli agenti di polizia – come scrive il gip nell’ordinanza – e incitando gli altri manifestanti a opporsi all’azione della polizia, originando il lancio di bottiglie in vetro e altri oggetti contundenti».

Nella colluttazione con l’arrestato due poliziotti avevano riportato lesioni giudicate guaribili in 7 giorni. Era finito in cella con l’accusa di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, rifiuto di declinare le generalità e per aver partecipato a una manifestazione pubblica col volto travisato. Martedì 20 ottobre di fronte al gip il ragazzo si è avvalso della facoltà di non rispondere. Il giudice nei suoi confronti ha affievolito la misura cautelare dopo aver tenuto conto della «giovanissima età e dell’assoluta incensuratezza». Per i due arrestati il pm Giancarlo Mancusi aveva chiesto la custodia in carcere.

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