Omicidio Sharon, la difesa di Sangare deposita una rianalisi degli elementi di prova

IN TRIBUNALE. In vista dell’udienza del 25 febbraio depositata una memoria di 34 pagine nella quale la difesa di Sangare «rianalizza tutti gli elementi di prova».

Bergamo

L’avvocata Tiziana Bacicca, difensore di Moussa Sangare imputato per l’omicidio della 33enne Sharon Verzeni, uccisa a coltellate la notte tra il 29 e il 30 giugno del 2024 a Terno d’Isola, ha depositato alla Corte d’Assise di Bergamo una memoria di 34 pagine nella quale «rianalizza tutti gli elementi di prova» contenuti nel corposo fascicolo. Questo in previsione della prossima udienza del 25 febbraio.

L’avvocata Bacicca avrà modo di illustrare la memoria in aula se il pm Emanuele Marchisio vorrà replicare, altrimenti i giudici si riuniranno in camera di consiglio per la sentenza.

Lo slittamento di un mese

Lo scorso 19 gennaio, infatti, Bacicca aveva chiesto alla Corte d’assise presieduta da Patrizia Ingrascì (a latere Alberto Longobardi) termini a difesa per potersi studiare gli atti processuali, «essendo subentrata la mia nomina solo il 13 gennaio scorso». Con questa richiesta la legale dell’imputato ha voluto essere messa nella condizione di poter ribattere alle eventuali repliche del pm Emanuele Marchisio, che nelle scorse udienze aveva chiesto la condanna all’ergastolo.

Lei passeggiava in centro di sera

Sangare, 31enne nato a Milano da genitori maliani, è in carcere dalla fine di agosto del 2024 con l’accusa di omicidio volontario pluriaggravato (futili motivi, premeditazione, minorata difesa), arrestato un mese dopo il delitto dai carabinieri del nucleo investigativo do Bergamo per aver ucciso la barista 33enne che la sera del 29 luglio passeggiava per il centro di Terno d’Isola.

Sentiva un «mood» che l’aveva spinto ad accoltellarla, spiegò Sangare subito dopo l’arresto. «Guardi, mi scusi per ciò che le sta per accadere», le disse prima di sferrare il primo fendente. La giovane si tolse gli auricolari con cui stava ascoltando la musica, ebbe la forza di chiedere il «perché» all’assassino e di insultarlo: «Sei un codardo, sei un bastardo». Fu lei stessa a telefonare al 112, prima di stramazzare al suolo.
Ha ammazzato per sfuggire alla noia, hanno concluso gli psichiatri giudicando l’imputato capace di intendere e volere, un narcisista in cerca di emozioni forti. Sangare, subito dopo l’arresto, aveva confessato ai carabinieri, poi al pm e infine al gip. Salvo ritrattare alla prima udienza del processo quando s’era proclamato innocente.

Il colpo di scena

E nell’udienza del 12 gennaio scorso, ecco il colpo di scena: era uscito dall’aula rinnegando l’avvocato Giacomo Maj impegnato nell’arringa difensiva. «Non so cosa stia dicendo. Sembra che mi stia implicando, non voglio stare a sentire queste cose contro di me. Sta chiedendo una pena minore, quando io mi sono proclamato innocente. Per me non ha senso rimanere qui», aveva esclamato. Il giorno successivo, su consiglio di un compagno di cella, aveva ritirato il mandato e nominato l’avvocato Bacicca.

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