A Ciserano chili di tabacco e macchine per impacchettare sigarette: due in arresto

IN UN CAPANNONE. L’operazione della Guardia di finanza a seguito di un controllo. Denunciati altri 12 stranieri: vivevano nel magazzino. Oltre ai macchinari e al tabacco trovati letti e cucina.

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Macchinari per il trattamento del tabacco e il confezionamento di sigarette. Ma all’interno di un capannone di Ciserano c’erano anche spazi (come cucina e letti) per vivere. È quanto hanno trovato gli uomini della Guardia di finanza di Bergamo venerdì 13 febbraio, nel corso di un’operazione nata come un normale controllo sul territorio e conclusasi con un ampio spiegamento di uomini e mezzi: due moldavi di 40 e 25 anni sono stati arrestati con le accuse di contraffazione e contrabbando, e altri 12 stranieri sono stati denunciati. L’arresto dei due è stato convalidato solo per la seconda ipotesi di reato, e il processo aggiornato all’udienza di giugno.

Il furgone seguito e fermato a Treviolo

I finanziari hanno immediatamente notato che, con l’aiuto di un muletto, veniva scaricata della merce dal furgone e hanno proceduto ai controlli.

Da quanto ricostruito, venerdì i finanzieri erano impegnati nelle attività di controllo sul territorio, quando hanno notato un furgone bianco uscire dal cancello di un cortile di Ciserano: all’interno un capannone. Le Fiamme gialle hanno deciso di seguirlo sino a Treviolo, dove il mezzo si è fermato nei pressi di un magazzino. Hanno immediatamente notato che, con l’aiuto di un muletto, veniva scaricata della merce dal furgone e hanno proceduto ai controlli. È così emerso che si trattava di tabacchi, privi della necessaria bolla di accompagnamento. A quel punto l’attenzione è stata spostata sul capannone di Ciserano, da cui il furgone è stato visto allontanarsi.

Il controllo nel capannone di Ciserano

Entrati nella struttura, all’interno hanno trovato i macchinari e il materiale per la produzione dei pacchetti di sigarette, ma anche 12 stranieri (tutti denunciati), che occupavano gli spazi con tanto di letti e cucina.

Due degli uomini controllati a Treviolo (gli stessi poi finiti in manette nell’immediatezza) erano in possesso delle chiavi del capannone. I militari delle Fiamme gialle hanno quindi proceduto al controllo a Ciserano. Entrati nella struttura, all’interno hanno trovato i macchinari e il materiale per la produzione dei pacchetti di sigarette. A sabato 14 febbraio non era stato quantificato il peso esatto del tabacco presente nel magazzino, ma da quanto si è appreso non si trattava di pochi chili. Sempre all’interno del capannone sono stati trovati anche 12 stranieri (tutti denunciati a piede libero), che occupavano gli spazi convertiti, con tanto di letti e cucina, in una sorta di abitazione.

Le chiavi sono state l’elemento «chiave»

Le chiavi, nella disponibilità dei due moldavi bloccati a Treviolo mentre veniva scaricato il furgone dai tabacchi, sono state l’elemento «chiave» per il collegamento con il capannone di Ciserano e i due, ritenuti ai vertici dell’attività, sono finiti in manette. Mentre i macchinari e i tabacchi sono stati sottoposti a sequestro probatorio.

Arresto convalidato per contrabbando

Sabato 14 febbraio in Tribunale il 40enne, in Italia da 19 anni, e il 25enne, arrivato a gennaio, hanno scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere in merito ai fatti che hanno portato al loro arresto con l’accusa di contraffazione e contrabbando. Il 40enne, residente ad Annone di Brianza, nel lecchese, ha affermato di essere disoccupato da agosto, dopo aver lavorato come magazziniere. Il 25enne è ospite a casa sua, ma già in passato era stato in Italia per il suo lavoro di autotrasportatore. L’accusa ha chiesto la custodia in carcere per entrambi, ritenendo esistente un grave quadro indiziario. Il Tribunale ha convalidato l’arresto per la sola ipotesi di reato di contrabbando, e per i due non sono state disposte misure cautelari.

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