Canonica. «Ho fatto di tutto per salvare quel ragazzo. Ora tifiamo per lui»

IL RACCONTO. Gravi ma stazionarie le condizioni del ragazzo di Pontirolo rimasto sott’acqua per 10 minuti A Canonica d’Adda. Il 23enne che l’ha recuperato: «Attimi interminabili».

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«Speriamo che sopravviva. Io ho fatto davvero tutto per salvarlo». A parlare è Samuele Miano, il giovane di 23 anni che venerdì pomeriggio, sul «Pradel» di Canonica d’Adda, ha recuperato dal fiume Adda un ragazzo di 16 anni di Pontirolo Nuovo, rimasto sott’acqua per una decina di minuti.

Il sedicenne, di origini africane, ora sta lottando fra la vita e la morte all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo. Ieri le sue condizioni erano ancora molto gravi ma stabili. Appena accaduto il fatto Samuele, che è originario di Canonica ma ora risiede a Capriate San Gervasio, non se l’era sentita di descrivere quanto successo «perché pensavo che la situazione fosse irreparabile. Invece oggi (ieri per chi legge, ndr) leggendo “L’Eco di Bergamo” ho saputo che il ragazzo sta lottando per sopravvivere».

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Quando si è verificato il fatto Samuele stava passeggiando sulla passerella che separa la roggia Vailata dall’Adda. Arrivato all’altezza del ponte fra Vaprio e Canonica gli sono corsi incontro gli amici del sedicenne chiedendogli aiuto per poi condurlo al «Pradel», lingua di terra che si estende ai piedi del viadotto.

«Io in quel momento – racconta il ventitreenne – non avevo ben capito che cosa mi stessero dicendo. Quando però sono arrivato dove mi volevano portare ho visto sul fondo del fiume, incastrata sotto un sasso, una sagoma. Quello che si vedeva bene era solo una gamba». A quel punto ha deciso di buttarsi. Le operazioni di recupero non sono state facili. Il sedicenne si trovava a un metro e mezzo dalla riva, in un punto in cui il fondale è già profondo un paio di metri: «Quando mi sono immerso – continua – sono riuscito ad afferrargli la gamba, ma non ce l’ho fatta subito a recuperarlo. Ho dovuto tirare forte tre volte per liberarlo da sotto il sasso».

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Samuele è stato poi aiutato dagli amici del sedicenne a riportarlo a riva. A quel punto lui, tornato sulla sponda, si è seduto per terra per riprendere le forze, mentre un uomo, ha iniziato a praticare al ragazzo il massaggio cardiaco: «Io non ce l’ho fatta – continua Samuele – ero esausto, non riuscivo più a stare in piedi. Ci ho messo 3-4 minuti a recuperarlo ma mi è sembrato un tempo molto più lungo».

Ora il pensiero del ventitreenne va al ragazzo e ai suoi genitori «che mi piacerebbe incontrare per raccontare loro come è andata». Samuele si è allontanato dopo che il sedicenne è stato portato via in elisoccorso e dopo aver rilasciato la sua testimonianza ai carabinieri. Non prima di fare una raccomandazione agli amici del malcapitato: «Io sono nato in questi luoghi e so quanto l’Adda può essere pericoloso. Ho quindi consigliato loro di non buttarsi nel fiume per nessun motivo».

La vicenda è seguita da vicino anche dalla sindaca di Pontirolo Erika Bertocchi: «Siamo tutti in apprensione per quanto accaduto – afferma –. Ci stiamo mantenendo in contatto con la famiglia del ragazzo e speriamo di ricevere notizie migliori rispetto a quelle di ieri (venerdì, ndr)». Bertocchi si associa poi all’appello del sindaco di Canonica Paolo Arcari: «Per favore, rispettate i divieti di balneazione».

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