Recuperato dall’Adda dopo un tuffo, resta gravissimo il 16enne

L’INCIDENTE NEL FIUME. Ancora ricoverato in condizioni disperate all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo il giovane della Gera d’Adda estratto dall’acqua nel pomeriggio di venerdì 19 giugno da un passante.

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Canonica d’Adda

Resta in condizioni gravissime, ricoverato all’ospedale Papa Giovanni XXIII dal tardo pomeriggio di venerdì 19 giugno, il ragazzo di 16 anni che è stato recuperato dal fiume Adda dopo essere rimasto sott’acqua per circa dieci minuti. Residente nella Gera d’Adda, il giovane di origini africane è stato estratto dall’acqua da un altro ragazzo, maggiorenne, che ha sentito le urla dei compagni e si è tuffato: afferratolo per una gamba, lo ha riportato a riva.

I soccorritori intervenuti anche con l’elisoccorso hanno attivato subito le manovre di rianimazione e la speranza è che il giovane possa migliorare, ma all’indomani del drammatico tuffo nel fiume, sabato 20 giugno le sue condizioni sono ancora disperate.

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L’incidente nel fiume Adda

Venerdì il 16enne si trovava con quattro amici, tutti quanti minorenni, su quello che i canonichesi conoscono come il «Pradel», lingua di terra ai piedi del ponte fra Canonica e Vaprio che viene solitamente utilizzato da molte persone per prendere il sole.

Intorno alle 17.30, a causa della forte calura, sembra che il ragazzo abbia deciso di immergersi calandosi in acqua dalla sponda. A questo punto non è ben chiaro cosa sia successo. Fatto sta che il minorenne, che a quanto risulta non sapeva nuotare, è entrato subito in difficoltà sebbene si fosse allontanato poco dalla riva.

Sembrerebbe che poi, preso dal panico, si sia più volte girato su se stesso finendo per rimanere incastrato in alcuni sassi e non riuscendo così più a riemergere. Atterriti per quanto stavano vedendo, i suoi compagni hanno cominciato a urlare chiedendo aiuto.

Recuperato da un passante

A udire le loro urla è stato un giovane maggiorenne italiano che, proprio in quel momento, stava camminando lungo la passerella di rocce che separa l’Adda dalla roggia Vailata e che passa sotto il ponte: «Quando ho sentito i ragazzi – ha poi raccontato – sono subito corso verso di loro ed è allora che ho visto il loro compagno sott’acqua con fuori solo una gamba. Probabilmente se non l’avessi vista non mi sarei fidato ad entrare nel fiume. Trovandomela, però, di fronte agli occhi, non ho potuto evitare di andare in suo aiuto. Così sono entrato nel fiume, l’ho afferrato per quella gamba e l’ho portato sulla riva».

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Anche altre persone dal ponte hanno assistito alla scena e sono state così diverse le chiamate di emergenza al 112. Sul posto sono intervenuti un’ambulanza, l’elisoccorso che è atterrato lungo la sponda del fiume e i vigili del fuoco volontari di Treviglio.

Già sei vittime nei fiumi da inizio estate

Con quanto accaduto venerdì si allunga ancora la lista di eventi tragici lungo i fiumi e torrenti che attraversano la Bergamasca: nonostante l’estate sia appena iniziata si contano già 6 vittime.

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