I bulli del liceo, gli studi e la voglia di riscatto. «La mia storia con l’Asperger»

LA STORIA. Oggi la Giornata mondiale sulla sindrome. Niccolò Festini, 25 anni, di Romano: «Con la diagnosi ho avuto risposte alle mie ansie. La fede mi ha aiutato». A Milano studia come sviluppatore di software.

Parla del treno che prende ogni mattina per andare a Milano, dove frequenta un corso di formazione professionale per diventare un informatico in una scuola fondata appositamente per ragazzi e ragazze Asperger e con autismo. Parla dei tirocini e delle brevi esperienze lavorative del post-diploma. Ma anche dei bulli del liceo, di come gli incontri con una psicologa e la fede lo abbiano aiutato a superare quei dolorosi momenti. E di come, nello scoprire a maggio dello scorso anno di avere la sindrome di Asperger, di cui oggi si celebra la Giornata mondiale, si sia sentito sollevato dalle ansie che da sempre lo avevano turbato, specie negli anni dell’adolescenza

Uscire dalla sua routine non è facile per Niccolò Festini, 25 anni (26 il prossimo giugno). Anzi, diventa un’impresa a volte, specie quando deve spostarsi in luoghi che non conosce, come le grandi città. Ma seduto a uno dei tavolini della piazza di Romano di Lombardia, mentre sorseggia la sua Coca-Cola, sembra essere a suo agio, sereno.

La diagnosi a maggio

«A maggio ho scoperto di essere un ragazzo con l’Asperger – racconta –, l’ho presa abbastanza bene, mi sono sentito sollevato». Quando ha saputo di questa forma particolare di autismo il giovane originario di Treviglio conviveva già con altre due sindromi, la Cornelia de Lange e la sindrome di Brugada: la prima è una rara sindrome malformativa che comporta anomalie nello sviluppo e la seconda una malattia che causa un disturbo del ritmo cardiaco e necessita quindi di controlli periodici. «Sapere dell’Asperger ha dato finalmente una risposta alle mie ansie e dato un senso ai miei dubbi – sottolinea –, a livello pratico non cambia nulla».

La sindrome di Asperger è una forma particolare di autismo, caratterizzata da ridotte capacità comunicative e di socializzazione. «Quasi ogni sabato pomeriggio esco con il mio amico Jacopo e quando la squadra locale di basket gioca in casa vado ad aiutare in palestra – racconta il 25enne, ricordando anche il periodo più buio del liceo socio-economico –. Mi sono diplomato al “Don Milani”, ma a scuola mi bullizzavano. Il percorso con una psicologa mi ha aiutato».

Il sogno per il futuro

Dopo la Maturità ha fatto alcune esperienze come tirocinante a Bariano e a Fara Olivana. Aveva trovato lavoro in un’azienda di Martinengo ma con la pandemia non gli è stato rinnovato il contratto. «Ho fatto un corso per impiegati amministrativi e fatto un’esperienza in una scuola – prosegue –, ma controllavo i cartellini degli studenti e mi occupavo del gestionale e basta». Dopo il percorso di formazione alla «Scuola Futuro Lavoro» di Milano dove sta studiando per diventare sviluppatore di software, vorrebbe diventare programmatore per un’azienda.

«Per andare a Milano prendo il treno tutte le mattine da Romano e poi devo salire anche sulla metropolitana – spiega –. All’inizio non è stato facile in metrò, perché non puoi vedere cosa c’è fuori e non hai riferimenti. Solitamente quando devo andare in un posto nuovo vado a sondare il terreno insieme ai miei genitori con una settimana di anticipo per capire come muovermi».

La passione per la Juve

Nella vita di Niccolò Festini, però, non ci sono solo i computer. «Sono tifoso della Juventus e seguo il calcio con mio papà – conclude –. Nel tempo libero prego, leggo la Bibbia e vado agli incontri del mio gruppo di preghiera. La fede mi ha aiutato molto». Il prossimo passo? Terminare la formazione e trovare lavoro. Per realizzare un sogno, ma anche come forma di riscatto nei confronti di come, ancora oggi, una parte della società guarda a chi vive una condizione diversa come l’Asperger.

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