Lutto nel mondo politico bergamasco: è morta Valeria Fedeli
IL RICORDO. È morta Valeria Fedeli. Sindacalista ed ex ministra dell’Istruzione con il governo Gentiloni, aveva 76 anni. Prima della sua nomina al governo aveva ricoperto anche la carica di vicepresidente del Senato.
«La notizia della morte di Valeria Fedeli colpisce e addolora. Ha sempre vissuto con convinzione e passione il suo impegno in politica, nel mondo della scuola e del sindacalismo. Alla sua famiglia e a chi le ha voluto bene vanno le mie più sincere condoglianze in questo momento di dolore». Lo scrive sui social la premier Giorgia Meloni in merito alla morte della politica bergamasca Valeria Fedeli.
Ministra dell’Istruzione durante il governo Gentiloni, vicepresidente del Senato, sindacalista e dirigente di partito, era nata a Treviglio 76 anni fa. «Una donna coraggiosa, battagliera, capace di dialogo. Un abbraccio ad Achille. Riposi in pace» ha scritto sui social Gentiloni, che si rivolge al marito della Fedeli, il senatore Achille Passoni.
Il percorso politico
Nata a Treviglio il 29 luglio 1949, entra nella Cgil alla fine degli anni Settanta dove conduce battaglie che la fanno assurgere agli onori delle cronache nazionali, tanto che nel 1982 arriva a Roma con incarichi di segreteria, prima nel settore pubblico e poi in quello tessile.
L’apice arriva nel 2000, quando viene nominata segretaria generale della categoria dei lavoratori tessili della Cgil, incarico che ricoprirà fino al 2010, e il suo lavoro le vale, contemporaneamente, la presidenza del sindacato tessile europeo Fse-Thc, che lascia nel 2012 per candidarsi nelle liste del Partito democratico come capolista in Toscana nella coalizione «Italia bene comune».
È di Valeria Fedeli la prima firma per la costituzione di una Commissione parlamentare sul fenomeno dei femmicidi
Il suo arrivo in Senato è subito bagnato da una nuova nomina di prestigio, nel 2013, la vice presidenza dell’Assemblea di Palazzo Madama, che le conferisce anche la funzione di vicaria in virtù del maggior numero di preferenze ottenute tra i colleghi (134). Il suo impegno parlamentare è anche nella commissione Difesa del Senato, oltre ad aver contribuito a diversi lavori per la commissione parlamentare contro le contraffazioni, grazie alla lunga esperienza acquisita in materia come dirigente sindacale. È di Valeria Fedeli la prima firma per la costituzione di una Commissione parlamentare sul fenomeno dei femmicidi.
A Montecitorio era chiamata simpaticamente «la rossa» per il colore acceso della sua folta chioma, ma anche per essere da sempre legata alla sinistra. Valeria Fedeli politicamente non ha mosso i primi passi nella sua città natale, dove ha terminato le scuole superiori. Tutto si è concentrato inizialmente a Milano, dove si era si è trasferita per frequentare i corsi universitari di Scienze sociali, incontrando qui il movimento studentesco, il femminismo e poi la Cgil. Qui parte la sua attività sindacale nel Consiglio dei delegati del Comune di Milano, in rappresentanza delle insegnanti di scuola materna. Alla fine degli Anni ’70 il primo incarico nella Cgil, nella categoria che organizzava i dipendenti degli enti locali e della sanità.
(Foto di Luca Cesni)
Dal 1982 il trasferimento a Roma per assumere incarichi nelle segreterie del pubblico impiego. É stata poi segretaria generale della Filtea, la categoria tessile della Cgil, e dopo l’unificazione vice segretaria della Filctem. Dal 2001 al 2012 è stata anche presidente del sindacato tessile europeo, e dal 2012 vice presidente del sindacato europeo dell’industria, che ha unificato in un’unica categoria metalmeccanici, chimici e tessili. Candidata ed eletta come capolista del Partito democratico al Senato in Toscana, è poi diventata vice presidente del Senato, con funzione vicaria.
Il «Wall Street Journal le aveva dedicato un articolo
Volitiva e determinata. Al suo attivo oltre 30 anni di militanza nella Cgil. Nel 2007, in occasione della sua nomina a presidente del sindacato tessile europeo, il «Wall Street Journal» le ha dedicato un ritratto sottolineandone la concretezza: poche barricate e molti accordi sottoscritti.
Il legame con Treviglio
Non ha mai dimenticato Treviglio: «Qui ho ancora delle mie amiche e parenti, ho fatto le elementari, ho dei bellissimi ricordi di questo auditorium della Cassa Rurale, che una volta era una chiesa. Venivo a pregare e nel salone vicino mi fecero capire che come corista non valevo molto. Treviglio mi emoziona sempre» aveva raccontato in un incontro a Treviglio nel 2015.
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