Rapinata in strada a Romano: «Mi ha colpito alla nuca e scaraventato a terra. Ora ho il viso distrutto»
IL RACCONTO. Santina Farina, rapinata in strada a Romano di Lombardia. Rubati 200 euro e il cellulare. Svariate fratture e 50 punti. La figlia: «Pericolo per tutti se un soggetto così è in giro».
Romano di Lombardia
«Mi ricordo soltanto una botta molto forte, da dietro, alla nuca. Poi più nulla». Quando Santina Farina si è ripresa, ha visto i volti di alcune impiegate degli uffici intorno che, vedendola riversa a terra, l’hanno soccorsa e chiamato il 112. Erano le 13.45 di martedì scorso, 3 febbraio. Una settimana fa.
Lo strattone e lo scippo
Ora Santina, pensionata di 79 anni molto nota a Romano di Lombardia per aver gestito per trent’anni la lavanderia Massetti, porta sul volto i segni della violenza che ha subito e che i medici del Papa Giovanni di Bergamo – dove ha subito un primo intervento e dove ne dovrà subire almeno un altro – hanno riassunto nella diagnosi di «fracasso facciale». Santina ha cinquanta punti, sul volto e all’interno: le conseguenze di un’aggressione violentissima, messa a segno in pieno giorno e in centro a Romano – nella strada che collega via Isonzo con via Indipendenza, vicino alla sua abitazione di vicolo Vittorio Veneto, dove abita da sola dal 2002, anno in cui è rimasta vedova – da qualcuno che l’ha spinta a terra in un istante, strappandole poi la borsetta – dentro c’erano duecento euro, il cellulare e gli effetti personali – e lasciandola riversa sull’asfalto.
La testimonianza della figlia
«Non è stato un semplice scippo – sottolinea la figlia Elena Massetti –, chi ha agito ha volutamente colpito mia mamma alla schiena, spingendola a terra di faccia e poi scappando indisturbato. Sarebbe anche potuta morire. La borsa non è stata ritrovata da nessuna parte, così come il telefonino e il portafogli: la stava seguendo da un po’ prima di colpire. E la mia preoccupazione è che un soggetto così pericoloso sia ancora in giro e possa rifarlo, anche se so che i carabinieri, che ci sono stati sempre accanto e i ringrazio di vero cuore, stanno facendo di tutto per risalire all’aggressore».
Martedì Santina era uscita di casa come tanti altri giorni: prima ha raggiunto piazza Fiume e ha prelevato al bancomat all’angolo con via Rubini. Poi ha proseguito verso il centro, uscita dalle cerchie ha fatto la spesa al Conad per poi tornare verso casa. Giunta vicino al Penny Market, a cinquanta metri da casa, l’aggressione inattesa e violenta. Una caduta di faccia che le ha causato frattura al naso, al palato, ai denti, alle orbite oculari, alla mascella. «Forse è rimasta cinque, dieci minuti per terra incosciente – prosegue la figlia Elena –. Portata inizialmente con l’ambulanza a Romano, essendo sotto terapia anticoagulante, ha avuto un’emorragia massiva nel naso. Sottoposta alla Tac, è stata trasferita a Bergamo, nella stroke unit, dov’è rimasta fino a mercoledì. Quando è stata sottoposta a un intervento maxillo facciale per suturare le ferite più aperte e, in serata, dimessa con la prognosi inizialmente riservata e poi di trenta giorni. Ma il fatto è che avrà dei danni permanenti, oltre a un iter di cure che si prospetta molto lungo».
Nessun testimone dell’aggressione
Queste nel gergo medico le lesioni riportate: fattura pluriframmentaria scomposta di entrambe le ossa nasali, frattura bifocale scomposta del setto nasale, frattura scomposta della parete inferiore dell’orbita sinistra, frattura scomposta delle pareti mediali dei seni mascellari, frattura scomposta dei processi pterigoidei mediali laterali sinistri. Il 13 sarà sottoposta a un controllo sempre al Papa Giovanni. Nessuno ha assistito all’aggressione, ma nella zona ci sono delle telecamere. Il malvivente ha poi usato il bancomat di Santina, prelevando circa 1.500 euro.
«La somma precisa la sapremo quando mia mamma potrà andare in banca a controllare – aggiunge Elena Massetti –: il cellulare risulta invece irraggiungibile. Ho provato a chiamare e la prima volta ha squillato, poi basta. Non avevamo attivo il sistema di localizzazione». Anche il sindaco Gianfranco Gafforelli e il suo vice Andrea Nozza hanno fatto visita a casa a Santina Farina: «Un gesto becero, vigliacco e inaccettabile, che colpisce una persona indifesa e tutta la nostra comunità», dice Gafforelli. Altre lesioni sul corpo, per fortuna, non ne ha: «Forse l’ha salvata il piumino? – si chiede la figlia – Le lesioni saranno lunghe da curare. ma spero che l’autore venga rintracciato: ha agito con troppa cattiveria ed è pericoloso».
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