«Mio marito in coma dopo l’incidente, devo vendere la pizzeria»

LA STORIA. Gurjant Singh, 27enne di Bolgare era stato investito in bici a Mozzo da un’auto dopo l’ultima consegna. La moglie: io traumatizzata, non riesco più a guidare

«Mio marito è ancora in coma farmacologico, non si è più svegliato dalla sera dell’incidente e i medici dicono che ci vorrà tempo prima che possa riprendersi. Io sono traumatizzata e non riesco più a guidare, per questo mi sono trovata costretta a vendere la pizzeria». Kaur Varanjot è la moglie di Gurjant Singh, il 27enne di Bolgare che il 19 febbraio è stato investito da un’auto a Mozzo mentre con la sua bici elettrica stava tornando dopo aver consegnato l’ultima pizza della giornata.

Lui e la moglie hanno aperto la pizzeria «Lion» di Ponte San Pietro da appena sei mesi, subito dopo essersi sposati. «La gestivamo noi due con un pizzaiolo – continua Kaur – ma dal giorno dopo l’incidente ho dovuto chiuderla. Non riesco a lavorare da sola, sto andando da uno psicologo perché per lo choc non sono più riuscita a mettermi al volante e non posso sostenere i costi di un pony pizza».

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L’annuncio sui social

Nei giorni scorsi Kaur ha pubblicato un annuncio sui social: «Lion pizzeria in vendita, motivo legato a mio marito che è stato investito il 19 febbraio ed è in gravi condizioni, spero che qualcuno mi capisca e mi aiuti a vendere la pizzeria» con tutte le informazioni per contattarla.

«Gurjant ha già subito tre interventi chirurgici, a un braccio, una gamba e al viso dove aveva delle fratture. Giovedì gli hanno fatto una risonanza magnetica per capire le condizioni del cervello. Non lo hanno ancora svegliato, lo tengono sedato e piano piano vedono come evolve la situazione»

«Siamo in trattativa con una persona che si è detta interessata, speriamo che vada tutto bene – continua la giovane –. Gurjant ha già subito tre interventi chirurgici, a un braccio, una gamba e al viso dove aveva delle fratture. Giovedì gli hanno fatto una risonanza magnetica per capire le condizioni del cervello. Non lo hanno ancora svegliato, lo tengono sedato e piano piano vedono come evolve la situazione. Io vado tutti i giorni in ospedale a trovarlo e gli parlo, le infermiere mi hanno detto di farlo perché così sente che gli sono vicina. È un modo per stimolarlo, so che mi ascolta perché si muove un pochino, apre poco gli occhi come se mi rispondesse. Ma i tempi di ripresa saranno lunghi e poi dovrà fare la riabilitazione. In questo momento non posso lasciarlo solo e vendere il locale è l’unico modo per andare avanti».

Kaur vive in Italia con la famiglia da 24 anni, mentre Gurjant l’ha raggiunta tre anni fa. Suo padre, che aveva una pizzeria nella Bassa, li ha aiutati a comprare il «Lion». «Ho anche una sorella che mi aiuta e mi sta vicino – prosegue la donna – mentre i genitori di mio marito sono rimasti in India, nella parte nord del Punjab. Non possono permettersi di venire in Italia ma li teniamo sempre aggiornati noi sulle sue condizioni».

L’incidente a Mozzo

L’incidente era avvenuto alle 21,48: Gurjant Singh stava pedalando in direzione di Ponte San Pietro quando era stato urtato violentemente da una Fiat Grande Punto condotta da un uomo residente a Seriate. Il giovane ciclista era finito prima sul cofano e poi sul parabrezza, sfondandolo, poi era stato scaraventato a una quindicina di metri di distanza mentre l’auto era finita contro una cancellata. Erano intervenute un’ambulanza, l’auto medica dal Papa Giovanni e i carabinieri di Ponte San Pietro che si erano occupati dei rilievi, con la collaborazione dei colleghi di Stezzano e del Norm di Bergamo. Il conducente dell’auto era risultato negativo ai test per alcol e droga. «I carabinieri non ci hanno ancora dato il verbale dell’incidente – precisa Kaur Varanjot – ma tutto è in mano al nostro avvocato che sta seguendo le pratiche. Certo quello che è successo a mio marito è stata una cosa gravissima, ha rischiato di morire. Avevamo un bel sogno, il lavoro andava bene, poi tutto è precipitato. Adesso posso solo stargli vicino».

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