Risorse idriche, ora stato di criticità alto. «Come nel 2022, ma fa più caldo»

L’INTERVISTA. Il direttore del Consorzio di bonifica della media pianura. «L’acqua disponibile è la metà». Da sabato 1 agosto i razionamenti dal Serio.

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La decisione presa dall’Autorità di Bacino Distrettuale del fiume Po che ha classificato come «alta» la condizione di severità idrica per l’intero distretto attraversato anche dai fiumi Oglio, Serio e Brembo, ha confermato i timori che Mario Reduzzi, direttore generale del Consorzio di bonifica della media pianura bergamasca e di Anbi (Associazione nazionale bonifiche irrigazioni) Lombardia, nutriva ormai da mesi: «Se non inizia a piovere, la seconda parte dell’estate 2026 sarà durissima».

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Cosa cambia dopo la decisione presa dall’Autorità di bacino del fiume Po?

«Cambia molto perché un livello di criticità “alto” era stato emanato soltanto nel 2022: vuol dire che l’acqua disponibile per l’agricoltura sta finendo, ma quest’anno con un’aggravante: fa molto più caldo di allora. A livello istituzionale, questo riconoscimento consentirà a Regione Lombardia di chiedere lo stato di calamità naturale per ottenere i fondi necessari a indennizzare tutti coloro che subiranno danni da questa situazione».

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Il suo consorzio si occupa di portare l’acqua agli agricoltori. Loro quali rischi corrono?

«Essenzialmente, di poter completare soltanto un raccolto e di dover rinunciare al secondo. Fortunatamente, con la gestione oculata della risorsa idrica messa in campo quest’anno, tutti gli agricoltori che coltivano mais stanno iniziando a trinciare le piante, e quindi è al sicuro. Ad oggi però il raccolto si ferma qui: non ci sono le condizioni per una seconda campagna di irrigazione. Se gli agricoltori avranno metà raccolto rispetto al solito, a cascata le ripercussioni saranno sull’intera filiera alimentare».

«Sappiamo già che da sabato 8 agosto scatterà anche il razionamento dell’acqua proveniente dal Brembo. E possiamo anche dire che nella zona dell’Isola e di Telgate, a Zanica, Bagnatica e Caravaggio, dove recentemente abbiamo avviato nuovi impianti di irrigazione, la situazione è meno grave»

Quanti sono i vostri utenti?

«Sono in tutto circa 300mila, di cui agricoli 50mila».

Da sabato 1° agosto, scatterà il razionamento dell’acqua che prelevate dal fiume Serio. Cosa significa?

«Significa che nella parte alta della pianura, un migliaio circa di aziende agricole riceveranno la metà della consueta quantità di acqua. Senza entrare nei tecnicismi, invece che ricevere l’acqua una volta ogni sette o otto giorni, la riceveranno ogni quattordici o quindici giorni. Perché, di fatto, l’acqua disponibile è la metà del solito».

«Fino ad oggi, ogni imprenditore agricolo si è mosso sulla base delle proprie abitudini o, giustamente, del proprio modello di business. Oggi purtroppo dobbiamo cambiare questa impostazione»

La situazione è simile in tutta la provincia bergamasca?

«I comprensori irrigui sono sistemi complicati e complessi, quindi è difficile indicare i confini esatti di dove il problema sia più marcato che altrove. Sappiamo già che da sabato 8 agosto scatterà anche il razionamento dell’acqua proveniente dal Brembo. E possiamo anche dire che nella zona dell’Isola e di Telgate, a Zanica, Bagnatica e Caravaggio, dove recentemente abbiamo avviato nuovi impianti di irrigazione, la situazione è meno grave proprio perché quei lavori, finanziati con il Psrn regionale o con il Pnrr, si sono rivelati quest’anno provvidenziali».

Legambiente e ora anche Regione Lombardia dicono che per l’agricoltura lombarda serve un cambiamento strutturale. Cosa significa?

«Che servirà una programmazione di medio e lungo periodo per capire quali colture idroesigenti abbandonare e quali colture meno idroesigenti introdurre. Fino ad oggi, ogni imprenditore agricolo si è mosso sulla base delle proprie abitudini o, giustamente, del proprio modello di business. Oggi purtroppo dobbiamo cambiare questa impostazione».

E in più dovrete fare i conti con il consumo di acqua dei data center che stanno proliferando?

«Purtroppo sì: anche queste strutture utilizzano la stessa acqua che noi impieghiamo per bagnare i campi. Saranno di fatto un nostro competitor e ci sarà da battagliare anche con chi li realizza».

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