Rubano cassaforte, il video di una Tesla li incastra

DALMINE. I tre, senza fissa dimora e con precedenti, domenica avevano preso di mira un negozio di abbigliamento.

L’uscita dal negozio con la cassaforte tra le braccia mentre suonava l’allarme, e la fuga in auto sono state immortalate dalla telecamera di un’auto Tesla. Il proprietario non ha esitato a chiamare i carabinieri e consegnare loro la registrazione che ha permesso – grazie alla targa dell’auto usata dal gruppo – di rintracciare tre persone di 37, 27 e 20 anni. I tre sono stati arrestati dai carabinieri del Norm di Treviglio. Ma veniamo ai fatti. Erano le 23 circa di domenica, quando è stato preso di mira il negozio di abbigliamento Pepco di Dalmine, in via Provinciale.

Un cittadino romeno, sulla sua auto, ha notato tre uomini che uscivano, con il volto travisato, dal retro del negozio mentre suonava l’allarme. Questi hanno messo una cassaforte dentro il bagagliaio di un’autoche era ferma ad attenderli. Immagini riprese della telecamera della sua automobile.

L’uomo ha subito chiamato i carabinieri fornendo tutte le informazioni. Sul posto, i militari hanno verificato che l’ingresso posteriore del negozio era stato forzato, così come una porta interna. Dagli uffici mancava la cassaforte, staccata dal muro (era agganciata ma non incassata).

Incastrati dal video

Il romeno ha inoltre consegnato ai militari la registrazione in cui si vedevano i tre che uscivano con la cassaforte. In breve tempo i carabinieri hanno rintracciato i presunti responsabili del furto, mentre si trovavano in una roulotte a Brembate. Poco distante, c’era l’auto chiusa.

Nella roulotte è stata trovata la cassaforte – già restituita al negozio, c’erano circa 7.500 euro – grimaldelli, flessibile, cacciaviti, mazza e degli scaldacollo (forse usati per coprirsi il volto). I tre, tutti nati in Italia e senza fissa dimora, sono stati arrestati. Il tribunale ha disposto per il 37enne, già gravato da molti precedenti, tra cui furto ed evasione, la custodia cautelare in carcere. Divieto di dimora in Bergamo e provincia per il 27enne (anche lui ha precedenti), nessuna misura per il più giovane. Chiesto il termine a difesa, processo rinviato al 19 aprile.

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