(Foto di Cesni)
LE INDAGINI. La famiglia 20 minuti in balia dei banditi, scappati con un Rolex, soldi e due fucili. Acquisite le telecamere di via Provinciale e negozi vicini.
Urgnano
Sono andati la mattina di sabato 21 febbraio in caserma a Treviglio a presentare denuncia, mettendo nero su bianco quei momenti di terrore: una ventina di minuti in tutto, sufficienti ai tre rapinatori per immobilizzare madre e figlio quindicenne, legare le mani dietro la schiena anche al padre e portarlo in giro per casa ad aprire le tre casseforti.
Quella bella villa del titolare di una ditta idrotermica di Urgnano, che si affaccia sulla trafficatissima via Provinciale, deve aver fatto gola ai rapinatori, con accento dell’Est Europa, che venerdì sera alle 20.30 hanno deciso di mettere a segno il colpo. Alla fine se ne sono andati con un Rolex Submariner del valore di circa 10mila euro, 500 euro in contanti e due fucili da caccia. Per chi, come sembra siano loro visto il modus operandi, è un professionista del settore, un magro bottino da dividersi in tre, ammesso che non vi fossero altri complici fuori. «Io non ho dormito stanotte per lo spavento, immagino loro» commenta un’amica di famiglia che abita in una villetta in via Turati, parallela a quella rapinata. Suo figlio ha la stessa età, quasi 16 anni, del figlio dell’imprenditore. «Io e sua mamma eravamo in ospedale insieme, abbiamo partorito a un giorno di distanza, i nostri figli sono amici e infatti è stato lui a chiamarmi per raccontarmi cos’era successo».
«Uno dei rapinatori gli ha puntato la pistola alla testa e gli ha legato le mani dietro la schiena con le fascette – racconta il ragazzo – lo hanno fatto stendere a terra e hanno fatto lo stesso con la mamma, poi hanno portato il papà ad aprire la cassaforte». I rapinatori sono arrivati proprio da via Turati, hanno scavalcato il cancello sulla parte laterale della villetta e hanno sorpreso la mamma fuori, vicino alla porta d’ingresso, mentre fumava una sigaretta dopo cena. Erano in tre, armati di pistola. Con lei sono entrati in casa e hanno puntato l’arma alla testa del figlio che era in cucina con il padre e stava sparecchiando. Erano incappucciati e parlavano lentamente. Sono stati calmi e freddi, dopo avere immobilizzato il ragazzo hanno fatto lo stesso con la donna e l’hanno gettata sopra il figlio: «Non vogliamo fare del male a nessuno, cerchiamo solo i soldi» hanno detto. Dopo aver legato anche le mani del padre con le fascette, e aver gettato nel giardino a lato della villetta i cellulari di tutti e tre, hanno costretto l’imprenditore ad aprire due casseforti. In una c’erano i due fucili da caccia, nell’altra il Rolex e 500 euro. Poi sono saliti nella camera del figlio dove c’è un’altra cassaforte, ma l’uomo non ricordava il codice perché non la utilizza mai. Un rapinatore è uscito ed è tornato con un flessibile, con cui l’ha aperta scoprendo che era vuota. I banditi se ne sono andati, ma prima hanno tagliato le fascette a tutti e intimato di non chiamare il 112. «Il tuo telefono è in giardino» ha detto uno di loro al ragazzo. I carabinieri della Compagnia di Treviglio hanno acquisito le riprese delle telecamere dei negozi di fronte e quelle di videosorveglianza comunali: ci sono moltissime telecamere sulla via Provinciale, una si trova a una ventina di metri di distanza verso Urgnano, sei alla rotonda in direzione di Zanica. Nella villa non ci sono telecamere e l’antifurto era staccato.
«Eravamo gli unici aperti, stavamo lavorando ma non abbiamo visto niente – spiegano all’Istanbul Turkish kebap house – i carabinieri stamattina ci hanno chiesto le riprese delle telecamere». «Non mi sono accorto di nulla, – racconta un ragazzo che abita nella villetta accanto – solo alle 21 ho visto i carabinieri e ho saputo cos’era successo. Questa gente per rubare non aspetta neanche che uno esca di casa, vengono a prenderti mentre stai cenando. È una cosa tremenda». «Ci sono stati dei furti in questa zona, da noi sono entrati due volte – aggiunge l’amica – ma non è mai accaduta una cosa così grave».
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