Treviglio, santuario gremito per l’ultimo saluto a Gianfranco Bonacina

L’ADDIO . In tantissimi per i funerali dello storico presidente della Cassa Rurale cittadina: «Scintilla che illumina e scalda».

Treviglio

Il santuario Madonna delle Lacrime di Treviglio, gremito di persone, molte in piedi in un vero abbraccio corale, ha ospitato sabato 29 novembre l’ultimo saluto a Gianfranco Bonacina, storico presidente della Cassa Rurale cittadina.

«Era aperto ed entusiasta per i grandi ideali, sempre fiducioso e coraggioso, dava speranza»

Don Giuseppe Villa, presiedendo la cerimonia funebre, ha ricordato Bonacina come un assiduo frequentatore del Santuario, «anche negli ultimi tempi, sempre sorridente». Proprio il sorriso è stato un tratto distintivo sottolineato anche dal figlio Fabio: «Sorrideva a tutti, anche durante la malattia, che ha accolto inizialmente come un duro colpo, ma recuperando poi serenità. Se ne è andato in pace, tenendo la mano di mia madre e addormentandosi».

Oltre alle autorità cittadine, tra cui il sindaco Juri Imeri, non hanno voluto mancare all’assemblea i vertici della Bcc Carate e Treviglio, con il presidente Ruggero Redaelli e il vicepresidente Giovanni Grazioli (primo successore di Bonacina) che ha letto un commosso messaggio di saluto, oltre ad Alessandro Azzi, presidente della Federazione lombarda delle Bcc.

«Scintilla che illumina e scalda»

Nell’omelia, il diacono Alvaro Cappellini, già dipendente Bcc e collaboratore di Bonacina, ha reso omaggio al defunto definendolo «una scintilla che illumina e scalda, spesso solitaria». Ne ha sottolineato le origini umili e lo spirito caritatevole, lo spessore umano prima che professionale: «Incontrando la Cassa Rurale e il vecchio motto che diceva “qui i valori producono valore”, Gianfranco ha trovato l’ambiente congeniale per applicare quei suoi valori, lui era infatti aperto ed entusiasta per i grandi ideali, sempre fiducioso e coraggioso, dava speranza, soprattutto mettendosi a servizio in ogni progetto e particolarmente in quelli verso i poveri».

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