Crisi a Sarnico: «Io, sindaco tradito pronto a ricandidarmi alle elezioni del 2027»

L’INTERVISTA. La versione dell’ex primo cittadino Arcangeli: «Ogni decisione presa nell’interesse del Comune». E accenna a ingerenze «dietro le quinte» nella gestione.

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Ha incontrato i cittadini per raccontare la sua verità. Quella di Vigilio «Ghigo» Arcangeli, ex sindaco di Sarnico. Un intervento lungo e serrato, durato quasi due ore e senza contraddittorio, durante il quale l’ex primo cittadino ha ricostruito fatti e retroscena che avrebbero portato al commissariamento del Comune. Un racconto dettagliato, scandito da nomi e cognomi, culminato con un annuncio chiaro: al prossimo appuntamento elettorale «io ci sarò».

Al momento delle dimissioni, Arcangeli aveva parlato di « grave slealtà politica » maturata all’interno della sua stessa maggioranza. Il risultato di una strategia precisa attuata dall’ex assessore Mauro Cadei e dai consiglieri Luca Fusini, Elisa Gualini e Lorenzo Bellini , che avrebbero mosso contro l’ex sindaco accuse «gravi e infamanti». A cui ha risposto, una per una.

Il racconto del sindaco Arcangeli

Nel suo racconto non sono mancati riferimenti a figure ritenute influenti «dietro le quinte», un «vero dominus» di alcune dinamiche e protagonista di presunte ingerenze. Prima tra tutte la «partita della Comunità montana», sostenendo che qualcuno avrebbe partecipato senza autorizzazione a un incontro per la distribuzione degli incarichi. Episodio che avrebbe segnato una rottura nei rapporti. In quel contesto la scelta della vicepresidenza – poi assegnata all’ex vicesindaco Nicola Danesi – sarebbe stata condivisa dalla maggioranza, ma sgradita a Cadei.

Ampio spazio è stato dedicato anche alle critiche sulla gestione amministrativa «personalistica», soprattutto per quanto riguarda le nomine. Arcangeli ha difeso le proprie decisioni, in particolare quella di Giuseppe Mazza alla presidenza della Rsa e la composizione del consiglio di amministrazione, dove figura anche il fratello Piero Arcangeli. «Quando ho presentato l’elenco – ha sottolineato – nessuno ha detto nulla né proposto alternative. Dopo 15 mesi Cadei parla di nomina pilotata, ma ogni decisione è stata presa nel rispetto delle norme e nell’interesse del Comune».

L’ex sindaco ha poi respinto le insinuazioni sulle difficoltà nei rapporti istituzionali con gli altri amministratori del territorio, rivendicando invece un ruolo attivo nella costruzione di collaborazioni, come nel caso del percorso condiviso sulla viabilità della variante della statale 469. Quanto alle tensioni e ai malumori in Municipio, tra pre prensionamenti, trasferimenti e riorganizzazioni degli uffici, Arcangeli ha sostenuto di aver sempre cercato mediazione, pur in un contesto complesso.

Rete per condizionare l’amministrazione

Arcangeli ha parlato di una «rete sotterranea» che avrebbe tentato di condizionare l’azione amministrativa. «Ho avuto la sensazione che qualcuno ritenesse possibile governare il Comune senza passare dal consenso elettorale». Le sue dimissioni non sono state un passo indietro, ma una scelta per «rimettere ordine» e ripartire da un principio chiaro: «Il Comune si governa nell’interesse dei cittadini». Se dopo le dimissioni aveva escluso una ricandidatura, ora Arcangeli annuncia il ritorno. «Al prossimo giro elettorale io, il sindaco tradito, ci sarò».

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