Dispersa nel lago, le ricerche continuano con un robot di profondità - Foto

LA TRAGEDIA. Si affievoliscono le speranze di ritrovare viva Chiara Lindl, 20 anni, tedesca caduta in barca a Pisogne. Sommozzatori al lavoro. Indagata una 23enne alla guida del natante al momento della caduta in acqua dell’amica.

Sono ancora senza esito le ricerche di Chiara Lindl, la 20enne tedesca che venerdì sera è caduta nelle acque del lago d’Iseo e non è più riemersa. La turista, che era in barca con un gruppo di amici, è scomparsa nello specchio d’acqua tra il camping Eden di Pisogne e la Lucchini Rs di Lovere. Di lei ancora nessuna traccia. Nella serata di sabato 2 settembre a Pisogne sono arrivati dalla Germania anche i genitori. Le probabilità di ritrovarla viva, se non azzerate, sono davvero poche. Il nucleo sommozzatori dei Vigili del Fuoco ha lavorato ininterrottamente nella giornata di sabato e domenica sono tornati al lavoro con l’ausilio di un Rov, un robot subacqueo da profondità.

La dinamica

A più di 24 ore dalla scomparsa nelle acque dell’alto Sebino della turista tedesca (della Baviera) di 20 anni, si chiarisce la dinamica di quanto accaduto venerdì sera tra Pisogne e Lovere. Mentre gli inquirenti, coordinati dalla Procura di Brescia, sono ancora al lavoro per effettuare le ulteriori verifiche del caso, emergono i dettagli di una vicenda drammatica. Nonostante siano proseguite per l’intera giornata di ieri, le ricerche non hanno dato alcun esito. Con le speranze ridotte al lumicino e a causa della scarsissima visibilità sui fondali dell’alto lago, che in alcuni punti si inabissano anche per 170 metri di profondità, all’imbrunire le operazioni dei Vigili del fuoco Sommozzatori di Milano sono state sospese.

Il sonar per le ricerche

Nella giornata di domenica i soccorsi possono contare anche sul Nucleo sommozzatori dei vigili del fuoco di Roma, che metteranno in acqua un particolare sonar da ricerca: una volta effettuata una scansione dettagliata dei fondali e individuati dei target, si procederà alla verifica dei punti mediante un Rov. Il robot subacqueo in dotazione ai vigili del fuoco, comandato da alcuni specialisti a bordo di un’imbarcazione (sarà quella dei Volontari di protezione civile sommozzatori di Monte Isola), riesce a raggiungere considerevoli profondità. Inoltre è dotato di telecamere e braccia teleguidate, che gli permettono di operare sott’acqua agevolmente.

Al lavoro per ricostruire l’accaduto, i carabinieri della compagnia di Breno hanno raccolto le testimonianze della comitiva di giovani partita in barca venerdì dalla riva del camping Eden di Pisogne. Il gap linguistico non ha aiutato, ma grazie al supporto di un interprete i militari hanno potuto far quadrare le versioni, inizialmente incongruenti, del gruppo di amici in campeggio sul lago per le vacanze. Stando alle informazioni raccolte finora è emerso che la 20enne dispersa sarebbe caduta in acqua a seguito di una manovra azzardata compiuta da un’amica di tre anni più grande, che dopo essersi messa ai comandi del motoscafo avrebbe accelerato all’improvviso.

La spinta del natante avrebbe fatto cadere in acqua la giovane, che si era posizionata a prua, dove non c’è spazio per aggrapparsi. Quando gli amici (sembra fossero in otto sul motoscafo) non l’hanno vista riemergere, sono tornati a riva e hanno dato l’allarme. Sul posto sono arrivate diverse squadre dei vigili del fuoco, l’elicottero che ha sorvolato per alcune ore la zona, i sommozzatori di Milano e i sub volontari di Treviglio. Ma della ragazza già non c’era più alcuna traccia. I carabinieri hanno sottoposto al test alcolemico tutti i membri della comitiva, tra cui anche la sorella della dispersa e il figlio del proprietario del natante, risultato l’unico sobrio. Sarebbe anche l’unico in possesso della patente nautica necessaria per condurre un motoscafo (da circa 200 cavalli) come quello posto sotto sequestro, ma sono ancora in corso gli accertamenti di concerto con la Capitaneria di Porto, trattandosi di un documento di guida conseguito all’estero. La posizione della 23enne che si è messa ai comandi del natante al momento è al vaglio della Procura di Brescia: è formalmente indagata per lesioni colpose. I carabinieri invece si sono concentrati sul Gps del motoscafo e dei cellulari dei giovani per cercare di delimitare un’area di ricerca più ristretta tra Lovere, Castro, Toline e Pisogne.

«Una vicenda molto drammatica – dice il sindaco di Pisogne Federico Laini – in particolare per la giovane età della ragazza. Abbiamo deciso di sospendere gli eventi aerei in programma all’X-Beach per rispetto della famiglia e di chi è impegnato nelle ricerche». Ieri sera i genitori della 20enne ancora dispersa sono arrivati a Pisogne, dove resteranno fino al termine delle ricerche. Un viaggio, quello dalla Baviera all’Italia, pieno di tante angosce e poche speranze.

L’aggiornamento della sera

Attualmente sono impegnati tre natanti dei vigili del fuoco con a bordo specialisti del soccorso acquatico. Gli operatori dei comandi di Brescia e Bergamo stanno proseguendo con le ricerche di superficie.Presso il porto di Pisogne è stata allestita l’Unità di Comando Locale (U.C.L.) al fine di coordinare le operazioni di ricerca, presenti in loco gli specialisti del T.A.S. (Topografia Applicata al Soccorso) che stanno elaborando la cartografia delle zone d’intervento.

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