Il Comune di Sarnico commissariato dopo le dimissioni di sette consiglieri
LA CRISI POLITICA. Protocollate lunedì 9 marzo le firme dei consiglieri «dissidenti», mentre domenica sera l’annuncio «a sorpresa» del sindaco Arcangeli. Si andrà a voto nel 2027.
Sarnico
All’apertura degli uffici, lunedì 9 marzo al piano terra del municipio di Sarnico l’aria si tagliava con il coltello. La tensione, palpabile, di chi è consapevole che, protocollando le proprie dimissioni «contestuali, congiunte e irrevocabili dalla carica di consigliere comunale», sa che da quel momento salteranno Giunta, Consiglio e sindaco compreso. Che per altro giusto la sera prima (domenica 8) aveva annunciato le proprie, di dimissioni, accusando quattro dei suoi di «grave slealtà politica». Gli stessi che, l’indomani di buon mattino, si sono presentati all’ufficio Protocollo: Mauro Cadei, ormai ex assessore alla Cultura, all’istruzione e ai servizi sociali, e i consiglieri Luca Fusini (delegato ai Lavori pubblici), Lorenzo Bellini (alle Manutenzioni) ed Elisa Gualini, già assessore, poi dimessasi a dicembre a fronte della mancata fiducia del sindaco Vigilio Arcangeli, conosciuto come Ghigo.
Con i «dissidenti» anche il «Centrodestra unito»
Con i quattro «dissidenti» anche i tre consiglieri del gruppo «Centrodestra unito», fino a domenica 8 marzo ai banchi della minoranza: Domenico Nucera, Dario Mazza e Renato Santin. «Lasceremo che siano prima i consiglieri di maggioranza a spiegare cosa ha portato a questo punto», ha detto il capogruppo Nucera, sottolineando solo che «questo atto era nostro dovere in quanto minoranza».
Nell’esatto momento in cui il foglio con le dimissioni e le sette firme è stato consegnato al Protocollo, non sono mancate le lacrime, che hanno accompagnato anche i saluti ai dipendenti comunali. Tradito dall’emozione in particolare Cadei, che ha sottolineato come «si stava lavorando a diversi progetti, compreso quello per un Polo del sociale da realizzare negli spazi che presto verranno liberati dagli sportelli dell’Asst. O come quello, di ambito, per un Caffè Alzheimer».
Scontri sull’organizzazione degli uffici comunali
«E una progressiva perdita di fiducia nella capacità del sindaco di svolgere il suo compito in modo efficace»
Ma le condizioni per proseguire, hanno confermato anche ieri i dimissionari, «non c’erano più». E alla base della decisione di far saltare il Consiglio comunale a meno di due anni dall’elezione, non una questione politica, ma «scontri e divergenze di vedute sull’organizzazione degli uffici comunali e di alcuni ruoli di responsabilità all’interno della macchina amministrativa. Nonché una progressiva perdita di fiducia nella capacità del sindaco di svolgere il suo compito in modo efficace e privo di condizionamenti dall’esterno della Giunta».
Arcangeli «affranto» spiegherà i suoi motivi in un incontro
«Sono venuto a sapere che il mio gruppo, di cui non ho mai messo in discussione la lealtà, tramava alle mie spalle»
Secondo Arcangeli, invece, il condizionamento sarebbe avvenuto al contrario. Al telefono, non senza nascondere l’amarezza e dicendosi «affranto» per come, sabato pomeriggio, «sono venuto a sapere che il mio gruppo, di cui non ho mai messo in discussione la lealtà, tramava alle mie spalle», ieri ha ribadito che organizzerà «un incontro pubblico per spiegare i motivi delle dimissioni, legati a dinamiche di gestione del personale, non a questioni politiche». E alla domanda su un’eventuale sua ricandidatura, a caldo ha risposto subito con un secco «no» e con l’auspicio «che si presenti un gruppo nuovo per Sarnico».
Bertazzoli si toglie qualche sassolino dalla scarpa
Dal canto suo – e dopo quasi 24 ore di silenzio social «per dare spazio ad Arcangeli» – Giorgio Bertazzoli ha commentato la crisi politica in cui è piombato Sarnico togliendosi qualche sassolino dalla scarpa: «Tra chi ha tradito Ghigo, c’è chi lo aveva già fatto anche con me». Secondo l’ex sindaco «le dimissioni in blocco presentate dai quattro della maggioranza con il “Centrodestra unito” sono state orchestrate a tavolino». E se c’è una cosa su cui si può dire che concordi con Arcangeli, a cui ha fatto una serrata opposizione fin dal giorno dopo le elezioni della primavera 2024, è il riferimento a «poltrone e giochi di palazzo».
Un anno di commissario e campagna elettorale
Con la caduta anticipata dell’amministrazione Arcangeli, di fatto a Sarnico si apre un anno di campagna elettorale in vista della primavera 2027. Nel frattempo la gestione amministrativa ordinaria sarà in capo a un commissario di nomina prefettizia.
Il Pgt, i lavori in Contrada e in piazza, eventi e progetti: ora tutto un punto di domanda.
Tra i punti di domanda che restano aperti per il prossimo futuro della cittadina, quello relativo al Pgt (l’approvazione era in programma per i prossimi giorni), al secondo lotto di lavori per la Contrada e a quelli per piazza XX Settembre. E gli eventi estivi? E i progetti imbastiti in ambito sociale? E la «partita», forse storicamente la più importante per l’intero territorio, della variante del Basso Sebino? Il commissario poterà avanti alcune cose. Per il resto, se ne riparla tra un anno e poco più.
E l’ex sindaco annuncia: «Mi ricandido»
Nel frattempo Giorgio Bertazzoli annuncia già la sua candidatura. «Sarnico ha bisogno di voltare pagina davvero – ha sottolineato anche in un video social che, in due ore, lunedì 9 marzo aveva già totalizzato quasi 6mila visualizzazioni –. Basta con gli incapaci. Basta con i giochi di potere. Basta con chi ha dimostrato di non saper governare. È il momento di un grande reset. Per questo ho deciso che mi ricandiderò a sindaco di Sarnico. Metterò insieme una squadra forte, seria e competente, fatta di persone che vogliono lavorare per il bene del paese e non per le poltrone». Insomma, i giochi sono aperti.
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