Morto folgorato in acciaieria: «Generoso, era una colonna per il nostro paese»

Castro Il paese è ammutolito di fronte all’ennesima tragedia sul lavoro, che si è portata via una persona stimata e benvoluta da tutti. La casa in cui Giancarlo Carizzoni viveva con la moglie Rossana Gallizioli e due figli, è stata visitata fin dal mattino da amici, familiari e conoscenti.

Morto folgorato in acciaieria: «Generoso, era una colonna per il nostro paese»
Carizzoni, a sinistra, nel giugno 2019 con l’arcivescovo Mario Delpini

«Giancarlo era una di quelle persone che tengono in piedi una comunità» Tra i primi ad arrivare nella casa di Carizzoni, il tecnico morto mercoledì 11 maggio a Vicenza, folgorato da una scarica elettrica nell’acciaieria dove stava compiendo lavori di manutenzione , è stato don Giuseppe Azzola, l’ex parroco di Castro, che ha avuto Giancarlo come fidato collaboratore per dieci anni. «È stato il mio braccio destro – conferma il sacerdote – impegnatissimo in oratorio e in parrocchia, era uno dei componenti più attivi del consiglio pastorale. A lui per cinque anni ho chiesto di essere il referente per la catechesi e altri cinque per la liturgia.

© RIPRODUZIONE RISERVATA