Omicidio Sara Centelleghe, ergastolo a Badhan: riconosciute crudeltà e rapina

LA SENTENZA. La sentenza il 13 maggio in Corte d’Assise a Bergamo: due mesi di isolamento diurno per il ventenne reo confesso. Ai genitori della 18enne una provvisionale di 25 mila euro ciascuno.

È arrivata al termine della mattinata di martedì 13 maggio la sentenza per l’omicidio di Sara Centelleghe, la studentessa di 18 anni uccisa nella notte tra il 25 e il 26 ottobre 2024 nel suo appartamento di Costa Volpino. La Corte d’Assise di Bergamo ha condannato all’ergastolo Jashandeep Badhan, ventenne di origini indiane, reo confesso del delitto, disponendo anche due mesi di isolamento diurno.

I giudici hanno riconosciuto le aggravanti della crudeltà e del nesso teleologico tra la rapina del telefonino della vittima e l’omicidio, ritenendo invece le attenuanti generiche subvalenti rispetto alla gravità dei fatti. Accolta inoltre la richiesta di una provvisionale immediatamente esecutiva di 25 mila euro ciascuno per il padre e la madre di Sara, costituiti parti civili nel processo.

Nel corso della requisitoria, la pm Raffaella Latorraca aveva chiesto la condanna al carcere a vita sottolineando la brutalità dell’aggressione e il contesto in cui maturò il delitto. Secondo la ricostruzione dell’accusa, Badhan quella notte cercava hashish dopo avere assunto alcol e diverse sostanze stupefacenti. Avrebbe raggiunto l’abitazione della vittima passando dai locali interrati della palazzina per evitare di essere visto dall’amica diciassettenne di Sara, con la quale aveva concordato uno scambio di droga.

Sara, estranea secondo l’accusa a quell’ambiente, si sarebbe svegliata trovandosi davanti il giovane. L’aggressione fu violentissima: prima i pugni, poi il capo sbattuto a terra, il tentativo di strangolamento e infine i 77 colpi di forbice inferti alla ragazza. Dopo il delitto Badhan fuggì portando via il cellulare della vittima, lasciando però numerose tracce che consentirono ai carabinieri di identificarlo rapidamente.

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