(Foto di San Marco)
L’INCIDENTE. È successo a Tagliuno nel tardo pomeriggio del 7 maggio, all’altezza della rotatoria. La vittima Nicola Belbruti che dopo il diploma liceale lavorava «Ai Filagni». Il sindaco: «Questo crocevia è pericoloso».
Castelli Calepio
Ancora qualche centinaio di metri in sella alla sua bici e sarebbe stato a casa, dopo aver salutato gli amici di sempre con cui era andato a correre. Era arrivato ad attraversare la provinciale 91 ed è lì che un’auto lo ha investito, scaraventandolo a decine di metri. Non c’è stato nulla da fare per Nicola Belbruti, 19 anni, che ottenuto il diploma al liceo sportivo-turistico di Palazzolo sull’Oglio, aveva trovato lavoro come cameriere al ristorante-trattoria «Ai Filagni» di Grumello del Monte. L’incidente alle 19.30 del 7 maggio, lungo la provinciale 91, all’altezza di una rotatoria dove convergono le vie Falconi e San Salvatore e, poco più avanti, anche la via Gabriele D’Annunzio.
Da una prima ricostruzione dei fatti da parte dei carabinieri intervenuti per i rilievi, pare che il diciannovenne, stesse attraversando la strada in prossimità di un attraversamento nei pressi della rotonda in zona farmacia quando, all’improvviso, è stato tamponato da una Bmw station wagon guidata da un venticinquenne che viaggiava – pare a velocità piuttosto sostenuta, ma per questo si attende l’esito degli accertamenti dei carabinieri – in direzione Sarnico, con due passeggeri a bordo.
L’impatto è stato molto violento: Nicola è stato sbalzato in avanti di diverse decine di metri, ricadendo sull’asfalto della corsia opposta, davanti alla farmacia Marzanti
L’impatto è stato molto violento: Nicola è stato sbalzato in avanti di diverse decine di metri, ricadendo sull’asfalto della corsia opposta, davanti alla farmacia Marzanti, così come la sua bicicletta finita invece davanti a un negozio più in là, mentre i suoi occhiali sono caduti a terra nel punto dell’impatto e lì rimasti sull’asfalto. Purtroppo il diciannovenne è morto sul colpo per la violenza dell’impatto: l’intervento dei soccorritori – giunti con automedica, ambulanza ed elicottero – si è rivelato vano.
Nicola Belbruti viveva poco distante con i genitori Milena e Gian Battista e il fratello ventiduenne Michele, arbitro di calcio. Sul posto, a poca distanza dal centro di Tagliuno, si sono concentrate tante persone che hanno subito dimostrato l’affetto della comunità verso i genitori del diciannovenne, arrivati sul luogo dell’incidente e comprensibilmente disperati.
Tra loro anche il sindaco Adriano Pagani: «Siamo vicini alla famiglia – ha detto –: non si può morire a 19 anni. Le componenti che hanno causato questa tragedia sono diverse e tra queste c’è probabilmente la velocità dell’auto, ma chiaramente ci sarà qualcosa da rivedere sul piano della viabilità anche in questo crocevia di strade e strisce pedonali».
Anche gli amici con cui Nicola si era trovato nel pomeriggio, sono accorsi sul luogo dell’incidente: il loro legame è talmente stretto – hanno spiegato – da condividere la posizione del proprio smartphone: si sono accorti che l’amico era «localizzato» proprio lì, da 40 minuti: «Abbiamo capito che gli era successo qualcosa». «Gli incidenti non sono una fatalità inevitabile – sottolinea in una nota Claudia Ratti, presidente Aribi –. Saranno le autorità competenti a chiarire dinamiche e responsabilità, ma è evidente che esiste un problema culturale enorme legato al modo in cui viviamo la strada: distrazioni, velocità, scarsa percezione della vulnerabilità di chi si muove in bici o a piedi, aggressività, superficialità, contribuiscono a trasformare ogni tragitto in un rischio».
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