(Foto di Colleoni)
LA LETTERA. Attraverso l’avvocato Carlo Foglieni, la famiglia scrive una lettera in cui ipotizza una possibile influenza negativa di qualcuno conosciuto sui social.
Trescore
Nella giornata di giovedì 26 marzo a poche ore di distanza dalla diffusione della lettera aperta della professoressa accoltellata, Chiara Mocchi, arriva anche una nota della famiglia del ragazzo 13enne protagonista della terribile aggressione. La famiglia rompe il silenzio e affida a una nota firmata dall’avvocato Carlo Foglieni la propria posizione, esprimendo sollievo per il miglioramento delle condizioni dell’insegnante.
I genitori dichiarano di essere ancora profondamente scossi, ma sollevati nel sapere che la professoressa non è in pericolo di vita. Fin dalle prime ore dopo i fatti, spiegano, si sono messi
«Massima disponibilità per fare chiarezza»
a disposizione delle autorità, collaborando con gli inquirenti. La famiglia sottolinea anche la necessità di rispettare il lavoro della magistratura, evidenziando però alcuni elementi legati alla situazione del minore.
Secondo quanto riferito, il ragazzo era da tempo seguito da un professionista, in un
«Una fragilità seguita da tempo»
percorso di supporto psicologico attivato proprio per un rapporto scolastico definito problematico e conflittuale con la docente, situazione già nota alla scuola. Nel corso degli accertamenti sarebbero emersi inoltre aspetti preoccupanti sullo stato psichico del minore al momento dei fatti.
Durante l’interrogatorio, il giovane sarebbe apparso distaccato dalla realtà, elemento che alimenta il timore di possibili influenze esterne. La famiglia invita quindi a verificare eventuali contatti, anche attraverso i social network, che potrebbero aver inciso sul comportamento
«Servono più controlli per tutelare i minori»
del ragazzo. Un ulteriore tema sollevato riguarda la facilità con cui un minore può acquistare online oggetti potenzialmente pericolosi.
Secondo la famiglia, il caso evidenzia la necessità di maggiori controlli sull’età degli acquirenti e sui sistemi di consegna, per prevenire episodi simili in futuro. La posizione dei genitori si inserisce ora nel quadro delle indagini in corso, mentre resta alta l’attenzione sulla vicenda.
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