«Dio ci ha creati per la vita». Chiesa gremita per Moira Archetti

L’ULTIMO SALUTO. Chiesa gremita per i funerali della mamma di 40 anni morta nello schianto a Brusaporto. Il padre cerca testimoni, la Procura indaga per omicidio stradale.

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Albano Sant’Alessandro

Grande commozione e dolore per Moira Archetti, la 40enne di Albano morta nello schianto tremendo accaduto tra giovedì e venerdì notte a Brusaporto, sulla statale 42. La donna, mamma di una bambina di soli 7 anni, e tecnico di laboratorio all’Humanitas Gavazzeni, è rimasta intrappolata tra le lamiere della sua utilitaria dopo lo scontro con un suv.

Ci sono i familiari, gli amici, i colleghi e tanti giovani lunedì 14 settembre, nella mattina, nella chiesa parrocchiale di Albano per l’ultimo saluto a Moira. In prima fila la famiglia. Presenti la mamma Marina, il papà Aurelio, il fratello Marco e la figlia Giorgia, di appena sette anni, e il papà . Attorno a loro gli amici di una vita, i colleghi e le tante persone che hanno voluto esserci per accompagnare Moira nel suo ultimo viaggio.

Un dolore che si è respirato già nei giorni scorsi alla camera ardente, dove, come ha ricordato nell’omelia don Gianmario Aristolao, «sono stati tanti i giovani a portare il loro saluto». «Perché ci si chiede?», ha detto il parroco, dando voce a una domanda che davanti a una morte così improvvisa diventa inevitabile. Don Gianmario ha richiamato «la fragilità dell’essere umano e dell’esistenza». «Non è Dio - ha sottolineato, - la causa del dolore e della morte».
«Dio non ci ha creato per la morte, ma per la vita», ha detto don Gianmario, affidando a questo messaggio il ricordo di Moira e il dolore di chi le ha voluto bene. La messa è proseguita con la chiesa gremita.

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Avanti con le indagini

Intanto proseguono gli accertamenti per ricostruire con precisione la dinamica dell’ultimo schianto. La Procura ha aperto un fascicolo per omicidio stradale e ha iscritto nel registro degli indagati il conducente del suv incidentato. Potrebbero essere disposti ulteriori accertamenti. Il papà di Moira, nel frattempo, spera che qualcuno possa fornire elementi utili. «Speriamo si faccia vivo qualcuno che ha visto quello che è successo – spiega papà Aurelio –. Lo stesso conducente del suv coinvolto nell’incidente, oppure qualche passante. Qualsiasi testimonianza potrebbe essere importante per capire cosa sia accaduto. Un’infermiera che passava di lì si è fermata per aiutare mia figlia». Altri testimoni hanno riferito di aver sentito una «botta tremenda» e di aver visto il fumo levarsi dalla zona dell’incidente.

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Moira stava tornando a casa dopo una cena aziendale con i colleghi delle Gavazzeni. «Arrivava da Bergamo e stava rientrando», ricorda ancora Aurelio. Un viaggio che avrebbe dovuto essere quello di una normale giornata e che invece si è trasformato in una tragedia.

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