Colere e Spiazzi, trattative in corso per «salvare» la seggiovia del Vodala

GROMO. Per sbloccare i 6,5 milioni già stanziati dal ministero per rifare il collegamento con il rifugio. Partnership tra la famiglia Testa e la società che ha rilanciato la stazione scalvina.

Gromo

Sembrano esserci novità in vista per le società che gestiscono gli impianti di risalita nelle Valli Seriana e di Scalve. Nessuno esce allo scoperto, ma le voci fanno eco tra i monti in modo sempre più insistente: sarebbero in corso trattative tra i proprietari della stazione sciistica di Spiazzi a Gromo, vale a dire la famiglia Testa che l’ha concepita e fatta crescere negli ultimi 40 anni, e gli imprenditori protagonisti del rilancio degli impianti di Colere. Da una parte, quindi, la società Iris (Impianti risalita Spiazzi di Gromo) di Alessandro Testa, che da qualche stagione ne ha preso le redini dal padre Angelo, vero motore di tutto ciò che è diventato questo angolo delle Orobie dal punto di vista turistico.

Dall’altra, il banchiere colerese Massimiliano Belingheri e Carlo Zanni, il presidente di «Valle Decia», la società che detiene il 100% di Rsi a cui fanno capo i nuovi impianti scalvini. Proprio la presenza a Gromo di una delegazione giunta dal versante nord della Presolana avrebbe acuito i rumors su Spiazzi. Che da quando la località esiste, sognata e sviluppata con dedizione, impegno e sacrificio dall’imprenditore clusonese Angelo Testa, ha sempre conosciuto questa proprietà. Ecco, una cosa sembra certa: la famiglia, ora con Alessandro, non smetterà di essere di casa, non solo d’ufficio, a Vodala e dintorni.

Pare infatti che quella che si sta sviluppando sarà una collaborazione. In particolare, sulle pendici del Timogno hanno un’urgenza alle porte: pur avendo superato sempre controlli e revisioni di legge, è a «fine vita» la seggiovia principale tra i parcheggi e il rifugio a quota 1.650 metri. La biposto è lì dal 1985 e va sostituita entro quest’anno. I soldi (6,5 milioni di euro) sono già stati assegnati dal ministero del Turismo con un bando del 2023 e pure il progetto c’è: una quadriposto ad agganciamento fisso, con tappetino di imbarco.

L’«aiuto» scalvino servirebbe proprio per sbloccare i fondi già destinati a Spiazzi, si parla di una fideiussione di un paio di milioni di euro. A commento dello stanziamento, nel novembre 2024 Alessandro Testa dichiarò che «la lunghezza dell’impianto rimane la stessa (circa due chilometri, ndr), ma il numero di pali diminuirà». Disse anche parole che confermerebbero l’attaccamento al luogo e, quindi, quella che sarebbe destinata a essere una partnership con Belingheri & C.: «Continuiamo a credere in questa stazione».

A favore ci sono le presenze in inverno ed estate. Però anche l’ottima intesa con gli altri operatori, in primis gli hotel «Vittoria» e «Spiazzi». Imprenditori e realtà dell’accoglienza dal 2023 sono riuniti nell’associazione «Futuro Spiazzi» per valorizzare il luogo e intervenire sui servizi. Il sindaco Sara Riva conferma il «buon clima» nella località e aggiunge: «È vero, stringono i tempi per l’utilizzo dei fondi del ministero e l’interlocutore è Testa. Qualsiasi novità, comunque, non avrebbe relazioni con l’eventuale futuro comprensorio Colere-Lizzola di cui si dibatte».

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