Omicidio Pamela, in diretta in aula la scena degli ultimi momenti della giovane

IL PROCESSO. Al processo in video dell’intervento della polizia il giorno dell’omicidio di Pamela Genini, di Strozza. Soncin si è mostrato indifferente.

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La scena degli ultimi secondi di vita di Pamela Genini accoltellata dal suo ex, Gianluca Soncini, che la sera del 14 ottobre 2025, dopo essersi procurato un doppione delle chiavi di casa della giovane, ha fatto «irruzione» nell’appartamento di via Iglesias a Milano e l’ha colpita con 76 fendenti. Al processo a carico del 53enne - oggi (lunedì 13 luglio) in aula in prima fila - accusato di omicidio pluriaggravato, è stato proiettato su un maxi schermo il video girato con la body cam dagli agenti delle volanti, durante l’intervento per cercare di salvare la giovane originaria di Strozza.

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Il tentativo di chiedere aiuto di Pamela

Pamela era riuscita ad avvertire un amico, Francesco Dolci, chiedendo aiuto via WhatsApp: «Non so che fare, chiama la Polizia. È da denuncia... digli di non suonare». A raccontare la drammatica sequenza di quegli attimi, a cui sono state «corredate» immagini crude e cruente degli ultimi respiri della ragazza prima di morire e davanti alle quali Soncin è parso indifferente, è stata la responsabile dell’Ufficio di Prevenzione Generale della questura milanese, Serafina Di Vuolo.

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L’arrivo degli agenti: «Glovo, secondo piano»

Alle 21.59 e 58 secondi Pamela era ancora viva tant’è che, al citofono, alle forze dell’ordine aveva prontamente detto, invitandole a salire: «Glovo, secondo piano». Frase che «per noi è un chiaro segnale di pericolo di vita», ha spiegato la funzionaria, aggiungendo in un altro punto della sua deposizione. «Quando noi stavamo entrando in casa, Soncin ci sbatteva la porta in faccia mentre Pamela moriva». E quella morte in diretta è stata documentata dai filmati che stamane la pm Alessia Menegazzo, titolare dell’indagine con la responsabile del dipartimento che si occupa anche delle violenze di genere, Letizia Mannella, hanno ritenuto di mostrare al dibattimento in corso davanti alla Corte d’Assise, presieduta da Antonella Bertoja.

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