Decine di raid, Nembro nella «morsa» del ladro con lo zainetto giallo

IL CASO. Una trentina i furti nell’ultimo mese. Colpi anche a Pradalunga. Dagli oratori ai locali, alcuni «visitati» più di una volta. I derubati: «Più danni che altro». Indagano i carabinieri.

Pradalunga

C’è amarezza, e a tratti un senso di impotenza di fronte ai continui episodi di furti, per lo più notturni, che in alcuni casi si ripetono e si sono ripetuti anche due, tre o quattro volte. Spesso messi a segno o tentati dallo stesso uomo, la cui identità per ora è un «giallo», lo stesso colore dello zaino che si porta in spalla. A Pradalunga, ma soprattutto a Nembro, da un mese a questa parte oratori, chiese, sedi di associazioni e cooperative, ma anche ristoranti e pizzerie sono al centro di una raffica di incursioni.

Lo zaino giallo ripreso più volte

In tutto una trentina di raid, almeno quelli che è stato possibile ricostruire.

A colpire – come mostrano le immagini delle telecamere, fornite alle forze dell’ordine per le indagini del caso – spesso è un uomo di mezza età, a volto scoperto. Indossa cappello grigio, giubbino scuro e porta sulle spalle uno zainetto giallo, da cui si vede spuntare un «piede di porco» verde. È probabile che sia l’arnese utilizzato per forzare le porte di sicurezza dell’oratorio San Filippo Neri nel centro di Nembro, così come quelle del piano terra dell’auditorium dove ha sede la cooperativa Gherim, o ancora l’oratorio di Pradalunga e la parrocchiale. Ma il modus operandi (e le riprese di altri circuiti di sicurezza) fa sospettare che sia sempre lo stesso, anche in altri raid. In tutto una trentina, almeno quelli che è stato possibile ricostruire.

Gli episodi cominciati da febbraio

Il modus operandi: «Sembra che il ladro o i ladri forzino le porte dei luoghi dove sanno che, in quel momento, non c’è nessuno».

«Gli episodi sono cominciati circa un mese fa – spiega il sindaco di Nembro, Gianfranco Ravasio –. Ne sono stati denunciati diversi, dalla cooperativa Gherim agli oratori San Filippo Neri e Don Gio di Gavarno, dalle scuole medie alla sede degli Alpini, passando per la pasticceria Dolci sogni, fino a ristoranti e pizzerie. Sembra che il ladro o i ladri forzino le porte dei luoghi dove sanno che, in quel momento, non c’è nessuno». Infatti non sarebbero state prese di mira abitazioni.

Al lavoro le forze dell’ordine

«Ci siamo mossi con la Polizia locale e i carabineri per cercare di capire quali azioni mettere in campo: per le forze dell’ordine è una priorità e le indagini proseguono per stringere il cerchio». Il sindaco ha chiesto un’attenzione particolare «ai servizi di prevenzione ad alta intensità», invitando i cittadini a denunciare sempre.

La speranza è «che questi episodi si fermino»

A maggior ragione se i furti o i tentativi coinvolgono gli stessi luoghi già «visitati». La speranza, come sottolinea anche la sindaca di Pradalunga, Natalina Valoti, è «che questi episodi si fermino: i furti che non abbiamo subito in autunno li stiamo vedendo ora. Per altro sono più i danni che altro». In parrocchiale a Pradalunga sono state portate via le offerte dalla sagrestia. Dall’oratorio è sparito il fondo cassa, dove c’erano pochi euro, e un cesto di beni alimentari della lotteria.

I derubati: «Tutti furti per pochi spiccioli»

«Da noi è entrato tre volte nel bar dell’oratorio – racconta il curato, don Christopher Seminati, non senza un pizzico di amarezza –. L’ultima nella notte tra domenica e lunedì». Nel primo caso il ladro, ripreso dalle telecamere, ha portato via il cassetto del registratore di cassa e il telefono utilizzato per i pagamenti digitali. Presi i soldi, l’ha abbandonato fuori dalla porta, prima di scavalcare di nuovo la recinzione e allontanarsi in sella alla sua bici. «Ha forzato la porta con il maniglione antipanico, ma sono tutti furti per pochi spiccioli». E lo stesso ha fatto al bar della cooperativa Gherim: «Mi sono trovata la sorpresa, al mattino, per ben due volte – dice Michela Cascio, non senza l’amaro in bocca –. Ha agito di notte, ma la seconda volta avevamo lasciato il cassetto della cassa aperto. La paura è di potercelo o poterceli trovare ancora qui».

Presi di mira anche distributori e locali

Persi di mira anche i distributori di snack, come nel caso delle scuole medie o della Persico. Dalla secondaria di primo grado sono spariti anche alcuni computer, mentre a essere danneggiata due volte è stata anche la «casetta» dell’acqua nel parcheggio di via Stazione. Poco distante, la sede del gruppo Alpini al parco Rotondo: «A noi hanno portato via la cassa e un computer – spiega Romano Ghilardi, uno degli alpini di Nembro, intento a curare il parco –. Tre furti e tre porte rotte. Ora abbiamo sistemato telecamere e allarme». La speranza è che questi sistemi servano come deterrente per evitare altre incursioni e altri danni. Quattro quelle registrate dalla pasticceria di via Locatelli: «Due volte non hanno rubato nulla, le altre due qualche centinaio di euro in tutto che c’era in cassa e un pasticcino». Lo stesso ai ristoranti Sakura e Alle Piante. Sembrerebbe l’ultimo furto, in ordine di tempo: martedì 10 marzo sono stati portati via il fondo cassa per circa trecento euro e i mille che c’erano nel contenitore per le mance per i camerieri.

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