«Diego non si è mai rassegnato, ha sempre lottato. Il suo esempio non vada perso»

L’ULTIMO ABBRACCIO. Nel pomeriggio di venerdì 20 ottobre a Selvino i funerali del sindaco Diego Bertocchi, spirato martedì dopo che la Sla lo aveva colpito nel 2019.

Come era stato annunciato, nonostante la pioggia, la bara con la salma di Diego Bertocchi è partita dalla sala consiliare del comune e passando per le vie del paese che osservava una giornata di lutto cittadino, è giunta nella Parrocchiale verso le 15.30 dove l’aspettava una folla commossa di persone, pronte ad abbracciarlo per l’ultima volta.

La chiesa non è riuscita ad ospitare che una piccola parte dei partecipanti che hanno seguito la celebrazione dal sagrato.

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Il parroco di Selvino, don Alberto Brignoli, ha officiato la celebrazione e nell’omelia ha parlato della caducità della vita, sottolineando che Diego non si è mai rassegnato , ha sempre lottato anche quando è stato colpito dalla malattia che lo ha progressivamente debilitato. Diego ha voluto vivere fino in fondo e si è sempre speso con generosità in tutti gli ambiti della sua vita, dalla famiglia, allo sport fino alla politica. Per questo il suo esempio non deve andare perduto.

Sono stati in tanti anche coloro che hanno voluto dedicargli un pensiero e un ricordo, tra questi la cugina Elena, un amico, l’ex catechista, il vice sindaco hanno preso parola un amico catechista una delle sorella in molti il vice sindaco Maurizio Remo Acerbis , il presidente della Comnuità Montana Valle Seriana e la consigliera regionale Lara Magoni, anche lei selvinese.

Tutti ne hanno sottolineato la grande voglia di vivere e la capacità di tirare fuori il meglio anche da tutti quelli che lo circondavano e lavoravano con lui.

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