Disagio psichico: con Progetto Itaca la cura dei giovani

VOLONTARIATO. Operativa a Bergamo da luglio 2022, promuove informazione, prevenzione e riabilitazione. Attività nelle scuole superiori, la lotta allo stigma.

Da poco più di un anno il panorama delle associazioni bergamasche che si occupano di salute mentale si è arricchito di una presenza importante: nel luglio 2022, infatti, è stata ufficialmente fondata la sezione bergamasca di Progetto Itaca. Progetto Itaca è una Fondazione che opera a livello nazionale, che promuove programmi di informazione, prevenzione, supporto e riabilitazione rivolti a persone affette da disturbi della salute mentale e alle loro famiglie. Un gruppo di venti bergamaschi già vicini all’associazione e particolarmente sensibili a questa tematica, nel 2022 ha deciso di portare il progetto anche a Bergamo dando vita ad una sede operativa anche sul territorio bergamasco.

«L’esperienza di Progetto Itaca a Bergamo è caratterizzata da persone che hanno in comune l’aver incontrato nelle proprie vite situazioni di disagio psichico e che hanno osservato come sia possibile tornare ad una vita normale appoggiandosi alle risorse che sono rimaste intatte – racconta Alexandra Gazzola, direttrice di Progetto Itaca Bergamo -. ln queste situazioni è importantissimo avere un punto di riferimento, perché ancora oggi i disturbi della mente a differenza di quelli del fisico portano con sé lo stigma. Il disagio psichico fa ancora paura e questo può limitare le relazioni, con conseguenze anche sulla sfera lavorativa. Spinti da queste riflessioni siamo partiti con le nostre attività». A Bergamo Progetto Itaca si sta concentrando in particolare sulla fascia dei giovani.

«I disturbi relativi alla sfera della salute mentale insorgono in grandissima percentuale in età giovanile, ma molto spesso non vengono diagnosticati perché vengono confusi con i sintomi del cambiamento che l’adolescenza porta con sé - prosegue Gazzola -. Se questi disturbi venissero individuati tempestivamente ci sarebbe la possibilità di intervenire senza che la malattia interferisca in modo importante sullo sviluppo del ragazzo».

La sensibilizzazione

Diventa quindi fondamentale sensibilizzare sia le famiglie che i ragazzi affinché si possano intercettare i sintomi della malattia prima che questa esploda, ma anche aiutarli a capire che è una malattia di cui non si deve avere paura perché si può affrontare e curare. È proprio quello che Progetto Itaca sta facendo a Bergamo attraverso un’attività di informazione e sensibilizzazione nelle scuole superiori, che al momento ha già raggiunto 4 istituti cittadini, per un totale di 15 classi e 280 studenti coinvolti. «A settembre i nostri volontari hanno contattato le scuole per riprogrammare le attività: la richiesta degli istituti è stata quella di cominciare subito perché hanno rilevato questo bisogno nei ragazzi». Ogni intervento prevede due ore di incontro con un volontario e uno specialista dell’Asst Papa Giovanni XXIII; il format utilizza un questionario somministrato tramite app che permette di far emergere i temi di maggiore interesse per il gruppo classe, che vengono poi affrontati dallo specialista. «L’obiettivo è abbattere lo stigma nei confronti della salute mentale, affinché i ragazzi imparino a riconoscere i segnali anche nei propri coetanei e aiutarsi a vicenda». Al termine di ogni incontro agli studenti viene somministrato un ulteriore questionario per capire come è cambiata la loro percezione: le risposte dimostrano sempre un cambiamento dell’atteggiamento dei ragazzi nei confronti del disagio psichico e in alcuni casi rivelano anche un senso di solitudine.

La ricerca di volontari

A portare avanti questi percorsi sono 10 volontari che in questo momento stanno affrontando anche un complesso corso di formazione per prepararsi e conoscere le diverse facce del disagio psichico. «Siamo alla ricerca di nuovi volontari che nel 2024 ci aiutino a costruire progetti ambiziosi. E stiamo anche cercando una casa per l’associazione: luogo di confronto tra volontari, ma anche spazio dove incontrare i beneficiari». Per maggiori informazioni scrivere a [email protected].

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