«L’8xmille, un gesto per coltivare umanità»

SOLIDARIETA’. Nel 2025 destinati alla Diocesi 1,6 milioni per culto e pastorale e 1,5 per opere di carità. Don Milesi: «Una firma che può fare la differenza».

Una firma che fa la differenza, aiuta a prendersi cura, essere vicino, accogliere. Domenica 3 maggio torna la Giornata nazionale di sensibilizzazione per l’8xmille alla Chiesa cattolica, giunta alla sua 36ª edizione. Un appuntamento che invita tutti a compiere un gesto semplice, gratuito, ma capace di moltiplicarsi in migliaia di azioni concrete: nelle mense per i poveri, nei cantieri di restauro di una piccola chiesa di montagna, nelle mani di un sacerdote che ogni mattina apre la porta della parrocchia.

«Basta una firma». Può sembrare uno slogan, come ricorda don Marco Milesi, responsabile diocesano del Sovvenire, ma si tratta in realtà di uno strumento che, dal 1984, trasforma con semplicità una voce della dichiarazione dei redditi in un atto di responsabilità civile e di solidarietà. «L’8xmille è la prima forma di democrazia fiscale in Italia – spiega don Marco Milesi –. Non aggiunge nessun onere al contribuente, non è una tassa in più: permette semplicemente di dire allo Stato come si vuole che venga utilizzata una parte del proprio gettito fiscale».

A sostegno dell’opera pastorale di 613 sacerdoti sono arrivati 6.729.188 euro: 483 sacerdoti attivi, come spiega don Marco, ricevono in media 954,75 euro al mese, e 130 sacerdoti over 75 una media di 766,30 euro

La Conferenza Episcopale Italiana distribuisce le risorse ricevute in tre grandi capitoli: il sostentamento del clero, gli interventi caritativi e le esigenze di culto, pastorale e cultura. Nella Diocesi di Bergamo, il rendiconto 2025 racconta con numeri precisi come quella firma abbia preso forma attraverso tante azioni e progetti realizzati sul territorio.

A sostegno dell’opera pastorale di 613 sacerdoti sono arrivati 6.729.188 euro: 483 sacerdoti attivi, come spiega don Marco, ricevono in media 954,75 euro al mese, e 130 sacerdoti over 75 una media di 766,30 euro. «Non è uno stipendio – precisa – ma una forma di sostentamento. Una remunerazione contenuta, che viene dal popolo di Dio, e che permette a ogni prete di vivere con onestà e sobrietà, per dedicarsi interamente alla comunità».

Per gli interventi in ambito assistenziale e caritativo la nostra diocesi ha ricevuto 1.538.875 euro, distribuiti attraverso la Caritas diocesana bergamasca e le strutture diocesane in una rete ampia e articolata di interventi

Per gli interventi in ambito assistenziale e caritativo la nostra diocesi ha ricevuto 1.538.875 euro, distribuiti attraverso la Caritas diocesana bergamasca e le strutture diocesane in una rete ampia e articolata di interventi: dalla pastorale migratoria ai progetti di accoglienza e assistenza residenziale, dai servizi di ascolto e accompagnamento nelle parrocchie al sostegno alle famiglie e ai minori fragili, dalla pastorale carceraria ai contributi per le attività caritative diocesane. «Dietro ogni cifra – sottolinea don Marco – c’è una persona. Chi è in difficoltà ha sempre potuto trovare una porta aperta non per azioni di assistenzialismo, ma per veri progetti di promozione umana».

A livello nazionale, nel 2025 sono stati oltre 11 milioni e 200mila i cittadini che hanno destinato l’8xmille alla Chiesa cattolica, il 66,2% di chi esprime una preferenza. Restano però quasi 25 milioni di contribuenti che non effettuano alcuna scelta

Alle esigenze di culto, pastorale e cultura sono stati destinati 1.617.179 euro, di cui 1.126.662 euro per i beni culturali ecclesiastici: restauro di edifici, opere d’arte, organi storici a canne, biblioteche, musei, e per la realizzazione di adeguati impianti di sicurezza.

«Spesso sono le comunità più piccole a custodire i gioielli più preziosi – osserva don Marco – e sono anche quelle che da sole non avrebbero le forze per conservarli e renderli fruibili. L’8xmille innesca un circolo virtuoso: restaura, valorizza, custodisce e rende accessibile un patrimonio artistico e culturale che appartiene a tutti».

I dati

A livello nazionale, nel 2025 sono stati oltre 11 milioni e 200mila i cittadini che hanno destinato l’8xmille alla Chiesa cattolica, il 66,2% di chi esprime una preferenza. Restano però quasi 25 milioni di contribuenti che non effettuano alcuna scelta, spesso per mancanza di informazioni corrette sulle modalità per esprimerla.

«Anche chi non è obbligato a presentare la dichiarazione dei redditi può firmare – ricorda don Marco –. Basta recarsi in parrocchia, chiedere il modulo e compilarlo. Un gesto che non richiede più di cinque minuti ma può avere una ricaduta molto importante». L’8xmille, infatti, come recita il tema di quest’anno, non è solo una firma che fa bene: è una firma che fa la differenza. Per informazioni e approfondimenti si può consultare la pagina dedicata sul sito della Diocesi di Bergamo (www.diocesibg.it), dove si può trovare anche il rendiconto completo, oppure il sito nazionale www.sovvenire.chiesacattolica.it.

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