«Parkinson, un centro unico per affrontare tutti gli aspetti»
L’ASSOCIAZIONE. L’obiettivo di Aip Bergamo, che supporta malati e familiari, è quello di crea un centro unico e integrato. Salvi: «Serve consapevolezza»
Lettura 2 min.L’obiettivo è ambizioso ma possibile e pervicacemente inseguito: creare a Bergamo un centro unico per il Parkinson, che offra servizi qualificati e si ponga come interfaccia nell’ecosistema delle problematiche legate alla malattia, con il paziente preso in carico non solo per il Parkinson ma per tutte le patologie e difficoltà a esso correlate. L’Aip Parkinsoniani di Bergamo, sezione locale dell’associazione italiana che riunisce malati di Parkinson, familiari, persone che li assistono (caregiver), sostenitori e volontari, oggi conta quasi 400 soci e supporta i malati e le famiglie nell’accettare la malattia e vivere una vita dignitosa e consapevole.
Sono molteplici le iniziative dell’Aip tra Bergamo e provincia, in cui si stimano circa 5mila malati di Parkinson, in forte crescita e che possono trovare nell’associazione di via Monte Gleno 49/ via Daste e Spalenga 12 un riferimento sicuro per le varie esigenze personali e le loro famiglie, affrontando anche problematiche non strettamente di carattere clinico, come la dieta, la fisioterapia, la logopedia e la terapia psicologica. E tante iniziative di sensibilizzazione e aggregazione, tra laboratori teatrali, concerti, attività fisiche, convegni e momenti di confronto «perché vogliamo creare consapevolezza della malattia e informare la comunità», spiega il presidente dell’Aip Bergamo, Marco Guido Salvi, 70 anni, dal 2007 alla guida della sezione bergamasca, con un direttivo di sette componenti –. Noi non facciamo i medici, ma curiamo la vita sociale e le relazioni. L’associazione propone incontri settimanali di ginnastica di gruppo, training del cammino, tango-terapia, laboratori di teatro e vorremmo riprendere il laboratorio di pittura e il ping pong».
Gli incontri
«Vogliamo avvicinare i pazienti all’associazione non come se fosse una nicchia o peggio un ghetto, ma come luogo di discussione. Non si conosce ancora la cura del Parkinson e non si può parlare di guarigione, ma è importante parlarne e limitarne le conseguenze fisiche e relazionali»
È fitto il calendario delle iniziative programmate o già realizzate dall’Aip di Bergamo. «Ad aprile abbiamo organizzato un convegno a Sant’Omobono sugli aspetti del Parkinson e sul valore della conoscenza per affrontare questa malattia, evento cui hanno partecipato 120 persone – sottolinea Salvi, che è anche vicepresidente nazionale dell’Api –.sabato 16 maggio alle 21 si terrà un concerto nella chiesa di San Bartolomeo a Bergamo, lo spettacolo musicale “Orme, il viaggio dell’anima” che vede protagonista il coro Montrouge Singers. Un evento inserito nelle “Note di solidarietà” per sostenere la raccolta fondi per la ricerca scientifica sul Parkinson e le iniziative dell’Aip». Due incontri di supporto psicologico si terranno poi il 22 e 29 maggio nell’auditorium della Fondazione Carisma con il neuropsicologo psicoterapeuta Alex Soli, per affrontare gli aspetti psicologici correlati alla patologia. «I pazienti devono accettare i cambiamenti che la malattia impone – aggiunge Salvi, già dirigente industriale, Maestro del lavoro e Commendatore dell’Ordine al merito della Repubblica che da 22 anni convive con il Parkinson –, dall’abbassamento del tono della voce ai rapidi cambiamenti dell’umore, fino al vergognarsi nel mostrare le limitazioni fisiche e la tendenza a isolarsi. Il supporto va esteso anche ai familiari e ai caregiver che si trovano a prestare cura a persone diverse nel tempo da come le avevano conosciute».
Altre iniziative sono in via di definizione. L’associazione, fondata negli anni Ottanta, vuole continuare a offrire un costante supporto alle famiglie. «Resta per noi prioritario promuovere le nostre attività tra la cittadinanza e le istituzioni e raccogliere fondi per la ricerca – conclude Salvi –. Vogliamo avvicinare i pazienti all’associazione non come se fosse una nicchia o peggio un ghetto, ma come luogo di discussione. Non si conosce ancora la cura del Parkinson e non si può parlare di guarigione, ma è importante parlarne e limitarne le conseguenze fisiche e relazionali». Info sul sito www.aipbergamo.it, tel. 035/244561.
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