L’ultimo volo dalla Giamaica, l’emigrante Giuseppe Maffessanti, muore a 88 mentre tornava a Endine

Lutto Giuseppe Maffessanti, 88 anni, stava tornando nel suo paese natale, è morto all’aeroporto di Colonia. Figlio di emigranti,viveva nell’isola caraibica dagli anni ’50. Con il suo impero delle costruzioni tanta beneficenza.

L’ultimo volo dalla Giamaica, l’emigrante Giuseppe Maffessanti, muore a 88 mentre tornava a Endine
Giuseppe Maffessanti

Un grave lutto ha colpito la grande famiglia dei «Bergamaschi nel mondo». Venerdì scorso è venuto a mancare Giuseppe Pino Maffessanti, 88 anni, dal 1951 emigrante in Giamaica , a Montego Bay, e corrispondente dell’Ente nell’isola caraibica. Era in una clinica di cura a Miami, ma voleva tornare a casa, a Endine Gaiano, suo paese d’origine. Ha fatto noleggiare un aereo privato con a bordo due medici, la moglie Daniela Galizia e la figlia Nancy. A Colonia, dove l’aereo ha fatto scalo, si è sentito male ed è morto.

Un «Bergamasco nel mondo» partito dal nulla, ma che ha avuto successo grazie allo spirito di sacrificio tipico dei bergamaschi, diventando in Giamaica leader nel settore delle costruzioni edili .

Nato a Parigi il 31 marzo 1933 da genitori italiani, Andrea Maffessanti e Margherita Bianchi, già loro emigranti, nel 1936, insieme ai genitori, fa ritorno al paese d’origine, Endine Gaiano, in località Rova. Suo padre, però, emigra di nuovo per lavoro in Costa d’Oro (ora Ghana). Frequenta la scuola elementare a Piangaiano e il Patronato San Vincenzo a Endine; a 14 anni, è falegname, con una sua bottega, ma intanto segue una scuola di disegno a Lovere. La svolta della sua vita nel 1951, quando, insieme alla madre, emigra in Giamaica per riunirsi al padre, deportato dagli inglesi, dall’Africa, durante la Seconda Guerra mondiale come prigioniero di guerra.

Un «Bergamasco nel mondo» partito dal nulla, ma che ha avuto successo grazie allo spirito di sacrificio tipico dei bergamaschi, diventando in Giamaica leader nel settore delle costruzioni edili

Senza conoscere la lingua inglese, lavora nella ditta fondata da suo padre con un socio, la «Filisetti e Maffessanti», a Ocho Rios. Poi frequenta corsi per corrispondenza in Inghilterra, in Architettura ed Ingegneria. Nel 1960 fonda la «Maffessanti Brothers Limited» e due anni dopo, a Montego Bay, la «Maffessanti Builders and Contractors».

Intanto, nel 1957, si sposa con Daniela Galizia, dalla quale ha tre figli: Marco (63 anni), ingegnere civile; Alba (59 anni), linguista, che vive e lavora in Francia; e Nancy (47 anni), architetto.

In breve, diventa un leader nel ramo delle costruzioni, in particolare ville private, hotel, quartieri residenziali . Un’impresa enorme, con oltre mille operai, con i quali ha sempre avuto un rapporto paterno, di stima reciproca. Ed è proprio questo rapporto diretto con le persone che ha fatto di Pino Maffessanti una delle persone più apprezzate in tutta la Giamaica, per la sua umanità e generosità. Un vero benefattore .

Una delle persone più apprezzate in tutta la Giamaica, per la sua umanità e generosità. Un vero benefattore

Insieme alla moglie Daniela fonda associazioni ed enti umanitari, che aiutano i più bisognosi, in particolare i bambini. Nel 1994, fonda la «Great River Charity Foundation» , che sostiene studenti indigenti, dalla scuola materna all’Università. Dona terreni a un centinaio di famiglie povere a Guava Walk, Spring Garden e Great River; costruisce e dona le scuole materne alle comunità di Anchovy, Hopewell, Guava Walk, Bruce Hall e Cornwall Garden; aiuta a costruire le case anche dei suoi operai; costruisce diverse chiese in varie parti dell’isola, non solo cattoliche. Nel 1997, riceve un «Certificato di Apprezzamento» dalla Diocesi di Montego Bay per i suoi 30 anni di aiuti alla Chiesa Cattolica. Nel 1998, l’associazione «Fede Speranza e Carità» lo premia per l’aiuto ai bambini orfani dell’ex-Jugoslavia . Nel 1999 riceve la «Medaglia di Distinzione» per il suo impegno contro la carenza di iodio nei bambini. Il Kiwanis Club International lo nomina membro «a vita».

E trova anche il tempo per diventare corrispondente dell’Ente Bergamaschi nel Mondo. Nel 2006 dona, con la moglie Daniela, un’aula della nuova scuola materna di Sovere , che oggi porta il loro nome. Nel 2007 contribuisce alla costruzione del campo sportivo di Sellere, frazione di Sovere .

Per le sue opere sociali e solidali, il governatore della Giamaica Sir Howard Cooke, nel 2001, gli conferisce il titolo di «Ordine di Distinzione», uno dei titoli più prestigiosi nella società giamaicana. Nel 1996, il Capo dello Stato Oscar Luigi Scalfaro lo insignisce dell’Ordine di Cavaliere della Repubblica Italiana. E nel 2004 il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi lo insignisce dell’Ordine di Ufficiale della Repubblica Italiana.

Papa Benedetto XVI, poi, gli conferisce nel 2006 il premio della «Croce Santa» , per il suo impegno umanitario verso i bisognosi; mentre nel 2009 lo elegge Cavaliere dell’Ordine di San Gregorio Magno. Nel 2012 il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano lo nomina Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. «Lo ricordo come persona attiva e dinamica – sottolinea il presidente dell’Ente Bergamaschi nel Mondo Carlo Personeni – .L’ho incontrato alcune volte, nei suoi rientri in Italia, l’ultima due anni fa: mi ha raccontato delle sue tante costruzioni per personaggi del cinema, della politica e della moda, ma anche dei suoi progetti umanitari, a vantaggio dei più poveri. Una grande persona, vicina al nostro ente, punto di riferimento in Giamaica per tutti gli emigranti»

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