Il manuale che voleva disciplinare il potere
ITALIA. Massimiliano Cencelli se n’è andato a novant’anni, portandosi dietro un cognome che da mezzo secolo non era più soltanto il suo. Era diventato una formula, una battuta nazionale.

ITALIA. Massimiliano Cencelli se n’è andato a novant’anni, portandosi dietro un cognome che da mezzo secolo non era più soltanto il suo. Era diventato una formula, una battuta nazionale.
ITALIA. Da Roma un messaggio rivolto a Madrid, a Bruxelles e, naturalmente, all’elettorato italiano.
MONDO. I quattro milioni di automobilisti che possiedono una vettura a benzina e stanno per mettersi in viaggio, il prossimo weekend rischiano di dover accendere un mutuo. Per loro, infatti, niente sconti sul carburante, schizzato alle stelle per la crisi legata allo Stretto di Hormuz.
ITALIA. Il bilancio degli scontri in Val Susa è quello di una guerra: 125 agenti feriti, 450 persone identificate, quasi tutti black bloc arrivati dalla Francia e saldati agli antagonisti No Tav. Gente che non è venuta a discutere dell’Alta velocità, né a difendere una valle, ma a cercare lo scontro, a colpire uomini in divisa.
ITALIA. Il caso di Mario Roggero, manco si trattasse dell’affaire Dreyfus, cattura ormai da giorni le prime pagine dei quotidiani e – quel che è peggio – monopolizza i social, quasi che il Paese sia stato ipnotizzato da un caso che nella sua drammaticità è piuttosto semplice.
ITALIA. La mia maestra delle elementari, frequentate ahimè negli anni Sessanta, non disponeva di lavagne interattive o tablet. Aveva però una scatola di mattoncini, e quando non bastavano convocava la frutta: mele, pere, ciliegie.
ITALIA. Si racconta che alle presidenziali del 1964 Aldo Moro volesse sbarrare la strada a Giovanni Leone e chiedesse a Carlo Donat-Cattin i mezzi tecnici.
ITALIA. C’è un paradosso italiano che l’ultimo rapporto Ocse sul lavoro fotografa con crudezza: non siamo più il Paese della disoccupazione fuori controllo, ma restiamo il Paese dei salari che arretrano. Il lavoro c’è di più, ma paga meno.
MONDO. Così vicini, così lontani. Sono i due americani più influenti del mondo: il presidente degli Stati Uniti e il primo Papa nato negli Stati Uniti. Ma non si contendono soltanto un elettorato, una comunità di fedeli.
MONDO. Ci sono morti che fanno cadere i governi e morti che non fanno nemmeno alzare un sopracciglio.
ITALIA. Ogni anno, quando escono le tracce della Maturità, si ripete un rito nazionale che assomiglia a una seduta spiritica. Gli studenti cercano di evocare gli autori studiati, i professori controllano se il ministero abbia avuto pietà, i giornali decretano vincitori e sconfitti e il Paese intero scopre improvvisamente di avere un’opinione fortissima persino su Cesare Pavese poeta.
ITALIA. Quattro giovani lavoratori afghani e pakistani, tra i 19 e i 29 anni, bruciati vivi dentro un furgone dai loro caporali.
MONDO. C’è un tic nervoso che affligge da decenni la politica italiana, da destra a sinistra: la tendenza a leggere ogni responso della Commissione europea come se fossimo tifosi allo stadio o, peggio, studenti in ansia per il pagellone di fine anno.
ITALIA. Dobbiamo alzare lo sguardo sopra il cortile di casa nostra per capire davvero cosa ci stiano dicendo i dati della Demos pubblicati dal sociologo Ilvo Diamanti alla vigilia dell’80° anniversario della Repubblica.
MONDO. Ci sono notizie che meriterebbero i titoli a nove colonne e invece passano quasi di soppiatto, come se ci fosse da vergognarsene. Questa è una di quelle.
MONDO. C’è qualcosa di profondamente grottesco nel modo in cui l’Occidente affronta le epidemie.
MONDO. Mario Draghi ha un pregio raro in politica: dice le cose con chiarezza. Non consola, non blandisce, non vende illusioni. Mette in fila i fatti. E i fatti, quando vengono pronunciati ruvidamente senza il trucco della retorica, fanno paura.
ITALIA. La Biennale è quel che è sempre stata: polemica, rissa, scandalo, provocazione. Insomma arte contemporanea. Una faccenda che raramente consola e quasi sempre irrita.
ITALIA. La libertà conquistata col sangue della Resistenza confusa con il diritto di calpestare quella degli altri.
ITALIA. Dunque la ministra del Turismo Daniela Santanché va ad aggiungersi alle altre due teste rotolate per decisione di Giorgia Meloni, in preda all’ira funesta per la sconfitta del Sì al referendum sulla separazione delle carriere.
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