Yara/ I pm: Dna non per forza decisivo, non escludo nulla
Yara/ I pm: Dna non per forza decisivo, non escludo nulla Parla il sotituto procuratore Ruggeri
Yara/ I pm: Dna non per forza decisivo, non escludo nulla Parla il sotituto procuratore Ruggeri
«Non smentisco l'esistenza di tracce di Dna, ma non è detto che siano per forza decisive»: a parlare è il sostituto procuratore di Bergamo Letizia Ruggeri, che indaga sull'omicidio di Yara che, è certo, è stata colpita anche da un corpo contundente alla testa.
Sono le 18,28 del 26 novembre scorso, proprio il giorno e l'ora in cui Yara Gambirasio scompare. Siamo a Brembate di sopra, la telecamera di una banca registra il passaggio di un furgone di color bianco. Eccolo nel fotogramma che il Tgcom pubblica in esclusivasul suo sito.
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Il corpo di Yara Gambirasio, come del resto era stato ipotizzato fin dal giorno del suo ritrovamento, è sempre stato nel campo di via Bedeschi, a Chignolo, dal giorno della sua morte, quasi certamente lo stesso 26 novembre, data del rapimento a Brembate Sopra.
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Secondo indiscrezioni e nonostante non si conosca ancora l'esito dell'autopsia, le ferite trovate sul corpo senza vita di Yara Gambirasio dovrebbero essere riconducibili non solo a un'arma da taglio ma anche a un corpo contundente, forse un sasso.
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Nè conferme nè smentite, in Procura, a Bergamo, sulla possibilità del ritrovamento di una traccia biologica sui resti di Yara Gambirasio, trovati il 26 febbraio scorso in un campo alla periferia di Chignolo d'Isola.
«Dopo tanta vana attesa durante le ricerche, ora siamo di nuovo in attesa, questa volta del suo funerale». Il sindaco di Brembate Sopra, Diego Locatelli, ha commentato così la notizia che ancora non c'è una data per la restituzione del corpo di Yara.
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Nell'attesa di sapere qualcosa sugli esiti dell'autopsia sul corpo di Yara Gambirasio, la 13enne di Brembate di Sopra trovata cadavere in un campo di Chignolo di'Isola il 26 febbraio scorso, continuano i rilievi sul materiale rinvenuto sul posto del ritrovamento del corpo.
«Vorrei sapere qual è l'interesse pubblico a conoscere queste cose private dei genitori». A dichiararlo è il sostituto procuratore che coordina le indagini sull'omicidio di Yara Gambirasio e che ha incontrato nella mattina papà Fulvio e mamma Maura.
«Rivendico la libertà di critica per un'indagine che si è dimostrata finora inadeguata. La magistratura non può pretendere di avere, oltre all'immunità per i propri errori, il diritto di non vedere il proprio lavoro essere messo in discussione». Così Daniela …
A quasi dieci giorni dal ritrovamento dei resti di Yara Gambirasio, le indagini appaiono sempre più complesse. Sulle esatte cause della morte di Yara vi sono state avanzate diverse ipotesi. Tra le tante, una secondo la quale l'assassino potrebbe essere stato una donna.
Proseguono su tutti i fronti, fra molti ostacoli, le investigazioni sull'omicidio di Yara Gambirasio, la tredicenne scomparsa il 26 novembre scorso a Brembate Sopra, i cui resti sono stati ritrovati dieci giorni fa in un campo a Chignolo d'Isola.
Oggi è la festa delle donne, ma Federica Pellegrini ha detto a Sky di non tenere molto alla ricorrenza, di pensare alla piccola Yara, la tredicenne ritrovata morta a tre mesi dalla scomparsa.
Gli inquirenti che si occupano dell'omicidio di Yara Gambirasio hanno a disposizione il dna di 40 persone sentite nella prima fase delle indagini. I codici genetici potranno essere confrontati con eventuali tracce di DNA trovate sul corpo della ragazzina.
La Procura della Repubblica di Bergamo non ci sta alle affermazioni di Daniela Santanchè, sottosegretario all'Attuazione del Programma, che ieri aveva affermato al Giornale che «Dopo la vicenda della piccola Yara i magistrati dovrebbero dimettersi». E replica.
Prima del fischio d'inizio di Atalanta-Novara i tifosi atalantini hanno voluto ricordare le tragedie di Yara Gambirasio e di Daniel Busetti, il ventenne morto assiderato nei boschi di Baldissero Canavese