Giovedì 04 Novembre 2010

Filago, giù la cascina San Martino
«Il sogno di una vita in frantumi»

Sembra una storia antica, di quelle che fai fatica persino a immaginare, in un territorio ormai fortemente urbanizzato e industrializzato come quello dell'Isola. Da una parte la cascina nei campi, il lavoro e un sapere della terra tramandato da generazioni. Dall'altra l'autostrada che avanza, e che proprio di lì dovrà passare, sopra quelle colture, quell'aia, quella stalla.

Si chiama Casina San Martino e si trova a Filago, circondata da un appezzamento che tra spazi rurali, boschi e coltivazioni, sfiora i 150.000 metri quadri. Pietro Teani, 63 anni, ha acquistato tutto questo pochi anni fa, con i risparmi di una vita trascorsa a fare il macellaio (prima alle dipendenze di altri, poi aprendo una propria attività, a Suisio). Per lui quest'angolo verde è stato un ritorno a casa, alla passione del padre e del nonno, contadini. Nei campi che circondano la cascina, il signor Pietro (in pensione dal 2005) coltiva cereali e alleva quasi trecento animali da cortile: galline, capponi, conigli. Così è diventato un fornitore della sua vecchia macelleria, che è rimasta di famiglia: nel '97 l'ha ceduta alla moglie e ai figli Angelo Pietro (che lo aiuta anche nella gestione di questo scampolo di campagna) ed Elena.

I progetti per il futuro non mancano: «Volevo portare qui anche una cinquantina di bovini, sempre per la macelleria, ho fatto degli investimenti». E poi c'è l'idea di ricavare nella cascina (che versava in pessimo stato, tanto che Teani l'ha in gran parte demolita e ricostruita) un agriturismo o b&b.

Su questi progetti, però, ne incombe da tempo un altro, che arriva da lontano: quello di Pedemontana, la nuova autostrada che attraverserà un bel pezzo di Lombardia, collegando cinque province. Partenza da Varese per fermarsi a Osio Sotto, proprio a pochi chilometri dalla cascina di Teani. Che, dice ineluttabile la mappa, dovrà essere abbattuta (e il proprietario risarcito) per lasciare spazio alla strada. «Quando l'ho saputo non mangiavo più, ho passato giorni seduto in un angolo a piangere - racconta -. Per me questa è la vita, i risparmi di anni di lavoro investiti per realizzare un sogno. Mi hanno promesso un risarcimento per andarmene, credo che economicamente non ci perderei, ma cosa me ne faccio dei soldi? Ricominciare da un'altra parte, alla mia età, con la fatica che ho fatto qui?».

fa.tinaglia

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