Venerdì 18 Gennaio 2013

Ambrosoli: il nuovo sono io
Gli altri tradiscono da 20 anni

Giornata bergamasca, quella di venerdì, per Umberto Ambrosoli che ha incontrato i rappresentanti di Imprese&Territorio nella sede dell'Associazione Artigiani di via Torretta.

Ambrosoli, sostenuto da Pd, Sel, lista civica e Centro popolare batte sul tasto della novità: «In questi venti anni ho visto le stesse persone, le stesse promesse e gli stessi tradimenti di quelle promesse. Io sono l'unico con elementi di novità. Fino a due mesi fa facevo un lavoro che mi piaceva da morire, ma ho scelto questa sfida per consegnare ai miei figli un mondo in cui il merito e le capacità valgono più di una tessera politica». E l'esempio sono «i criteri seguiti fin qui per la nomina dei direttori generali degli ospedali».

Tra le proposte dell'aspirante governatore della Lombardia per il centrosinistra c'è anche la Banca regionale di sviluppo: «Capisco che in questo periodo la parola "banca" sia poco gradita. Ma è uno strumento di sostegno agli investimenti in quei settori che possono diventare trainanti per la regione, come quello del risparmio energetico, della biomedicalità, dell'alta tecnologia».

Difficile da realizzare? «In Germania e Francia c'è già e funziona. E poi trattenere il 75% di tasse qui, invece, è semplice? Serve una legge costituzionale». La stoccata va a Roberto Maroni.

Ambrosoli non si fa intimidire dai sondaggi: «Dicono che ce la possiamo fare – sostiene –. Numeri così il centrosinistra non li vedeva da tempo: eravamo abituati a distacchi a due cifre, ora si tratta di millesimi. C'è voglia di cambiamento, un ciclo si è chiuso».

A Roberto Bruni (il «collega» avvocato penalista) e Maurizio Martina va «il ringraziamento e la gratitudine per aver rinunciato a Roma ed essere rimasti qui a giocare fino in fondo una sfida cruciale».

Poi rassicura il mondo dell'economia toccando a random i temi dell'apprendistato, la legalità, l'Expo e l'agricoltura, la semplificazione burocratica.

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a.ceresoli

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