Mercoledì 11 Giugno 2014

Aeroporto, Enac e sindaci distanti

ma si apre qualche spiraglio

Uno striscione di protesta per i disagi dell’aeroporto

Discretamente distanti, ma forse leggermente più vicini. Dall’incontro della Commissione aeroportuale di martedì 10 giugno nessuna buona nuova: nel senso che Enac non intenderebbe procedere alla redazione del nuovo Piano di zonizzazione acustica dell’aeroporto di Orio fino al pronunciamento definitivo del Consiglio di Stato in merito al ricorso presentato dall’ente medesimo contro la sentenza del Tar di Brescia del luglio 2013. Quella che di fatto annullava il precedente Piano.

Su pressioni degli amministratori locali, Enac avrebbe però ceduto su un fronte: cominciare comunque la fase preparatoria, così da trovarsi avanti con il lavoro quando il Consiglio di Stato dirà la sua. Nota bene, il medesimo organo ha già cassato la richiesta di sospensiva presentata da Enac, contro la quale si è schierata anche Palafrizzoni. O meglio, la versione centrodestra, quella in carica fino a domenica scorsa.

Quella di centrosinistra non era politicamente rappresentata all’incontro di martedì 10: del resto la Giunta non c’è ancora, e il sindaco Giorgio Gori è diventato tale alle 12, esattamente mezz’ora dopo l’inizio dell’incontro della Commissione aeroportuale. Normale quindi che per Palafrizzoni ci fossero dei tecnici dell’assessorato all’Ambiente e non rappresentanti politico-istituzionali.

Tornando all’incontro, l’Enac ha ribadito la sospensione delle procedure anti rumore almeno fino alla riunione del Gruppo tecnico aeroportuale convocato per il 26 giugno: ma anche su questo versante c’è qualche spiraglio, nel senso che ci sarebbe disponibilità a ripristinare almeno il decollo sul punto più ad Est della pista, così da consentire il sorvolo (in primis) di Colognola ed Azzano San Paolo ad una quota più ragionevole. Comunque non accettabile dal punto di vista dei residenti. Due giorni prima della riunione del Gruppo tecnico, i sindaci dei paesi interessati faranno il punto, anche perché in ballo potrebbe esserci un’altra patata bollente, il nuovo decreto sul Via, la Valutazione d’impatto ambientale. I sindaci hanno immediatamente drizzato le orecchie, ma Enac avrebbe glissato e preso tempo.

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